I soccorsi sul luogo della tragedia

Un sit in è corso dinanzi all’ingresso del vulcano Solfatara a Pozzuoli (Napoli) da parte dei dipendenti della società che gestisce la struttura, senza lavoro da due anni. Furono licenziati subito dopo la tragedia del 12 settembre di due anni fa in cui perse la vita una famiglia di Meolo (Venezia), finita in una voragine durante la visita. Morirono Massimiliano Carrer, la moglie Tiziana ed il figlio Lorenzo. Si salvò solo il più piccolo del gruppo, che oggi vive con gli zii.

I licenziamenti scattarono dopo il sequestro della struttura da parte della magistratura che vietò le visite e chiuse anche l’area adibita a campeggio. Il provvedimento fu adottato per mancanza di requisiti sulla sicurezza. I 20 dipendenti, tutti con famiglia, sono agli sgoccioli della cassa integrazione e legittimamente preoccupati per il futuro. Ancora incerti i tempi di chiusura dell’inchiesta.

 

I lavoratori si sono appellati anche al sindaco per capire quale sarà la sorte del sito più visitato dei Campi Flegrei, con punte di circa mille visitatori nei periodi cruciali della stagione turistica e con 500 posti ospitalità nel campeggio. “Riapriamo la Solfatara – hanno ripetuto i lavoratori – è un volano fondamentale per l’economia dell’area considerato anche l’indotto. Noi esprimiamo massimo rispetto per le vittime! Ma noi stessi ci sentiamo vittime, nostro malgrado, e chiediamo chiarezza!”. Il gruppo di dipendenti ha organizzato una visita guidata per sabato sera, sul perimetro esterno del vulcano.

Questa sera, intanto, l’amministrazione comunale commemorerà le tre vittime della tragedia con una messa alle 19 nel santuario di San Gennaro a poca distanza dal vulcano.