L'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale San Paolo

Secondo i familiari, le colpe sarebbero da attribuire a quei venti minuti in cui si sarebbe faticato a reperire un anestesista.

Il gip Francesco Cananzi ha archiviato la posizione di sette indagati per il decesso di Maurizio De Gregorio, avvenuta il 18 maggio del 2019, nell’ospedale San Paolo. L’uomo morì soffocato mentre mangiava una pizza. Ma, secondo il tribunale non ci furono imperizia, superficialità o distrazione da parte dei sanitari. Le indagini hanno accertato la correttezza di tutti loro, nonostante la rabbia dei familiari in quei circa 20 minuti in cui, secondo il racconto, si sarebbe faticato a reperire un anestesista.

Arriva, quindi, l’archiviazione per la dottoressa di turno Maria Rosaria Ragone (difesa dal penalista Roberto Russo), il primario Giancarlo Salvo (difeso dalla penalista Claudia Ciaravolo), Eleonora Lanzara (asistita dall’avvocato Gianpiero Pirolo), Antonio Bianco (difeso dall’avvocato Angelo Cutolo), Pina Fezza (difesa dall’avvocato Claudia Ciaravolo), Maria Esposito (difesa dall’avvocato Angelo Cutolo), Nicoletta Gaeta (assistita dal penalista Gennaro Malinconico).

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Come riportato dal gip, in considerazione del fatto che De Gregorio era affetto da bco, “l’esito infausto è da attribuire al preesistente quadro patologico ed in particolare di quello del quadro respiratorio”. Inoltre, lo stesso paziente “è andato in arresto circolatorio nei pochi minuti di attesa del rianimatore, ma la non completa ostruzione delle vie aree non consente di ricondurre l’esito infausto alla mancata disostruzione delle stesse”.