Non bastando i problemi di Napoli, arriva la sociologia spicciola del leader di Insurgencia, Ivo Poggiani. Che su Facebook snocciola tutta una serie di banalità, dopo quel che è accaduto ai Baretti, arrivando a chiedere: «Non parliamo di movida, parliamo di esclusione sociale». Poggiani, che è pure presidente della Terza municipalità di Napoli, afferma che Napoli «è una città divisa, a due velocità con pochi quartieri che hanno guadagnato “un posto al sole” e troppe periferie dimenticate».

Ivo Poggiani durante gli scontri per la visita di Matteo Renzi in città
Ivo Poggiani durante gli scontri per la visita di Matteo Renzi in città

Quali sono questi quartieri che hanno guadagnato un posto al sole? E che cosa intende lui con questa espressione? La città è al collasso, anche per colpa dell’incapacità politica dell’Amministrazione comunale di cui fa parte, e francamente non esistono zone francheIl presidente della Terza municipalità si chiede, inoltre che «fine rischia di fare una generazione lasciata a se stessa, che vede nella violenza e nella legge del più forte l’unico strumento di affermazione. Senza liquidare il fenomeno con la parola “camorra”, una parola che mentre denuncia le colpe di un mostro, in realtà assolve tutti noi”.

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Invece no, il problema è proprio la camorra: perché sono camorristi i ragazzini che sparano ai Baretti e sono camorristi i baby killer che, tra Secondigliano e i Quartieri Spagnoli, scorrazzano con coltelli, mazze chiodate e tirapugni.

Il problema andrebbe affrontato, secondo lui, discutendo «di come si recupera una generazione perduta. Parliamo di scuole aperte, di formazione, reddito e lavoro, invece di parlare di strade chiuse». Il problema è proprio questo, esiste una generazione perduta che non si può più recuperare.

E ancora: «Parliamo di quello che dobbiamo fare perché il riscatto di Napoli riguardi tutto il territorio metropolitano e non solo pochi luoghi fortunati. Perché se c’è colpa nella tracotanza delinquenziale, c’è tanta colpa anche in chi non si pone il problema di costruire alternative».

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