giovedì, Agosto 18, 2022
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Freddato con dieci colpi di pistola: una pista porta alla vendetta del clan Vigilia

Scoppia la faida di Soccavo, gli investigatori temono che l’omicidio del re del racket, Michele Della Corte, possa essere la risposta al recente assassinio di Emmanuele De Angelis

di Luigi Nicolosi

Corsa contro il tempo per arginare l’ultima, feroce recrudescenza della faida di Soccavo. A poche ore di distanza dall’omicidio del 66enne pregiudicato Michele Della Corte, freddato alle prime luci di oggi 15 giugno 2022 in via Paolo Grimaldi con dieci colpi di pistola, le indagini condotte dai carabinieri sembrano aver già imboccato una direzione ben precisa: il delitto non rappresenterebbe un “fulimine a ciel sereno”, ma sarebbe la risposta al recente agguato mortale ai danni del 29enne Emmanuele De Angelis, uomo vicino al clan Vigilia assassinato il mese scorso nel giardino di casa in via Contieri, sempre a Soccavo.

Gli investigatori dell’Arma temono dunque che l’omicidio di Della Corte possa rappresentare la risposta al delitto De Angelis. Un sanguinoso botta e risposta tra i clan Vigilia e Grimaldi-Scognamillo, ai quali l’ultima vittima era molto vicina: uno scontro armato che per alcuni anni sembrava finalmente essersi sopito, ma negli ultimi mesi, complice anche una scarcerazione eccellente tra la fila dei Grimaldi-Scognamillo, è tornato a divampare in tutta la propria violenza. Oggetto del contendere sarebbe ancora una volta la reciproca volontà dei due cartelli malavitosi di controllare le piazze di spaccio del quartiere e l’imposizione del pizzo ai danni dei piccoli e medi commercianti. I carabinieri stanno intanto passando al setaccio le strade di Soccavo alla ricerca di telecamere che possano aver immortalato, se non il momento dell’agguato, quantomeno uno dei passaggi del commando.

Quanto al profilo di Michele Della Corte, i suoi trascorsi e la sua collocazione nella scacchiere criminale della zona sembrano piuttosto chiari agli occhi dei detective che stanno lavorando al caso. Nel 2012 i carabinieri della stazione rione Traiano arrestarono l’allora 55enne di via vicinale Paradiso, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto affiliato al clan Grimaldi, in quanto destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Della Corte era infatti gravemente indiziato di aver avvicinato un imprenditore del quartiere, titolare di una catena di supermercati a Soccavo e nel rione Traiano e qualificandosi quale referente del locale clan camorristico, con minacce di morte e ripetuti atti intimidatori (incendi e danneggiamenti) aveva chiesto alla vittima 10.000 euro in cambio della “protezione” dell’organizzazione criminale sulle sue attività. Ritornato in seguito a piede libero, Della Corte potrebbe però non aver dato una svolta alla propria vita, cambiando “abitudini”. Gli investigatori non escludono comunque che l’uomo possa anche essere stato vittima di un vecchio regolamento di conti.

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