domenica, Luglio 3, 2022
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Smaltivano i rifiuti del clan dei Casalesi, sequestro da 10 milioni per i fratelli Vassallo

I tre sono fratelli di Gaetano Vassallo, per anni «ministro dell’ambiente» della cosca camorristica e oggi collaboratore di giustizia.

La cifra complessiva è di circa 10 milioni di euro, tra 44 immobili a uso commerciale e abitativo, 13 ettari di terreno e prelievo da conti correnti. E’ quanto è stato confiscato dalla Guardia di Finanza ai fratelli Antonio, Nicola e Salvatore Vassallo, imprenditori dei rifiuti di Cesa (Caserta). Tutti e tre sono stati condannati in primo grado per il reato di disastro doloso aggravato dal “metodo mafioso”. Ovvero, il potere del clan dei Casalesi, per conto dei quali smaltivano illegalmente rifiuti speciali e pericolosi in discariche abusive, come “Cava Giuliani” a Giugliano in Campania (Napoli).

I tre sono fratelli anche di Gaetano Vassallo, per anni “ministro dell’ambiente” della cosca camorristica, in quanto ritenuto tra i massimi organizzatori di traffici e sversamenti illeciti di rifiuti, con Cipriano Chianese, condannato per il disastro ambientale della discarica “Resit” di Giugliano. Gaetano Vassallo è un collaboratore di giustizia dal 2007. Data a partire dalla quale ha raccontato tutto quanto in sua conoscenza sugli smaltimenti illeciti fatti con i fratelli, portando al loro arresto nel a2008 e alla successiva condanna.

Secondo quanto stabilito dalla sentenza di primo grado, i fratelli Vassallo, attraverso la “Novambiente srl”, società a loro riconducibile, ma controllata dalla fazione Bidognetti del clan dei Casalesi, avrebbero smaltito ingenti quantità di rifiuti in numerose discariche abusive, rendendosi responsabili di un vero e proprio disastro ambientale a danno di aree adibite anche a coltivazioni agricole.

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