La clinica Pineta Grande

L’inchiesta sui permessi a costruire in cambio di «piaceri»

Gli indagati dell’ultimo filone di inchiesta sono, in totale, 39, c’è pure Vincenzo Schiavone. Il titolare della clinica Pineta Grande di Castel Volturno è finito ai domiciliari (nei suoi confronti ipotesi reato di rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione, falsità in atti pubblici e abuso d’ufficio), perché secondo l’accusa, sarebbe riuscito a tenere sotto controllo le attività investigative che lo riguardavano. Sarebbe stato a conoscenza di ogni passo compiuto dagli inquirenti di Santa Maria Capua Vetere, e, argomentano gli inquirenti, avrebbe anche tentato di entrare in contatto con uno dei pubblici ministeri che stavano indagando sulle sue attività.

L’ordinanza,
le misure eseguite

E’ quanto emerge dall’ordinanza, di 283 pagine, a firma del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Alessandra Grammatica, relativa all’inchiesta su permessi per costruire concessi in cambio di favori. Oltre ai domiciliari per Schiavone, è stato deciso di applicare la misura del divieto di dimora in Campania, per Domenico Romano (geometra e tecnico di parte della clinica Pineta Grande); e la sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio (per la durata di un anno) per Giuseppe Schiavone,  funzionario della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Caserta.  

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Il ruolo
del responsabile
dell’Utc
di Castel Volturno

Stando a quanto emerge dalle indagini, sarebbe stato Carmine Noviello, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Castel Volturno – già a processo con altri 30 imputati – a «rivelare all’imprenditore che gli inquirenti stavano facendo accertamenti sulle sue attività». Tra gli indagati c’è pure l’ex sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo.

L’ex sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo

Il nome dell’ex fascia tricolore compare più volte nel brogliaccio delle intercettazioni, e in un esposto anonimo inviato in Procura. Nel corso di una conversazione intercettata nell’ufficio di Domenico Romano, tra lui e un amministrativo del Comune di Castel Volturno, «quest’ultimo – è riportato nell’ordinanza – fa riferimento ad espliciti favori, ad uso esclusivamente personale, di cui il primo cittadino (Russo Dimitri) ha beneficiato nel tempo, grazie al suo rapporto diretto con Vincenzo Schiavone». L’amministrativo del Comune dice a Romano: «Sindaco, dissi… tu, eri andato molte volte là sopra (presso la clinica Pineta Grande, ndr)… poi quando c’era bisogno di fare qualcosa con qualche amico, non l’hai voluto fare, però i cazzi tuoi te li sei fatti».

Le intercettazioni, e l’esposto
sulle assunzioni sospette
presso la clinica Pineta Grande

Un’altra conversazione che gli inquirenti ritengono assai interessante, viene captata all’interno della vettura di Giuseppe V., che si trova a bordo con Daniele P. «Emergono, anzitutto, assunzioni indicate dall’allora sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo… ritenuta (dagli interlocutori) persona asservita a Vincenzo Schiavone», relaziona il gip. «Dimitri non aveva neanche la cravatta, Schiavone (Vincenzo) la comperò, gliela mise e poi lo fece salutare… gli diede cinque minuti di spago, poi gli disse: stai un poco zitto, fa’ parlare me», afferma Daniele. Che continua: «Eh, dice che ha messo anche tre o quattro persone a lavorare nella clinica, e allora, va bene così…». La circostanza relativa alle assunzioni, emerge anche da un esposto inviato all’attenzione della Procura. In seguito, l’autore della denuncia, viene ascoltato dai magistrati. E’ l’undici luglio del 2018. «Mi risulta che sono state fatte assunzioni vicine alla attuale amministrazione comunale. So che è stata assunta presso al clinica Pineta Grande, una signora, che posso desumere si trattasse di una parente dell’attuale sindaco», spiega l’autore dell’esposto. Che poi sottolinea come, gli risultasse, che anche altri parenti di persone impiegate al Comune di Castel Volturno, lavorassero alla clinica di Vincenzo Schiavone.