Gianluca Cantalamessa e Paolo Russo

Il rischio è quello di ritrovarsi come prossima fascia tricolore qualche esponente del vecchio apparato di potere arancione

Manca circa un anno e mezzo alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Napoli, e il centrodestra non ha avviato alcun percorso di selezione del programma per il rilancio della città. Comprendiamo che individuare un candidato a 18 mesi da una tornata sia arduo, però ci saremmo aspettati passi convincenti verso un piano per riqualificare il capoluogo partenopeo, ridotto allo sfascio dai due mandati consecutivi di Luigide Magsitris. Di questo passo, è assolutamente plausibile, ci potremmo ritrovare un sindaco espressione del vecchio apparato di potere arancione, magari un Ivo Poggiani o una Alessandra Clemente. Tutto ciò, nel silenzio-assenso del centrosinistra e del Pd in particolare, che non è un mistero, è «consociativo» con de Magistris, in Città metropolitana; e nell’immobilismo del centrodestra, e di Forza Italia, che non sono riusciti ad andare oltre la candidatura di Gianni Lettieri. Quest’ultimo, va ricordato, se l’elezione del primo cittadino si fosse svolta su turno unico, nel 2011 sarebbe diventato sindaco, perché risultò il più votato rispetto allo stesso de Magistris e a Morcone. Il centrodestra, da allora, non è riuscito ad esprimere alcuna visione della città, che fa i conti con una situazione drammatica sul versante rifiuti, trasporti e con le casse pericolosamente in «profondo» rosso. Tanto è vero che la prima azione che dovrà necessariamente mettere in campo il prossimo sindaco di Napoli è quella di dichiarare dissesto, finendo sotto la cappa del ministero degli Interni per un periodo assai lungo. E c’è pure da sottolineare che, nel centrodestra, possibili personalità del mondo civile, negli ultimi anni, arrancano perché lo schieramento ha preferito penalizzare le «menti libere» per promuovere e premiare soggetti espressioni delle varie correnti. In tutto questo non è ipotizzabile che ci sia qualcuno, al momento, nel centrodestra che possa ambire alla guida di Palazzo San Giacomo. Non certo il coordinatore cittadino di Forza Italia, Paolo Russo, e nemmeno il deputato leghista Gianluca Cantalamessa. Quest’ultimo, tra l’altro, non è riuscito nemmeno a farsi eleggere consigliere comunale. Andando di questo passo, dunque, va considerata seriamente anche la circostanza il prossimo sindaco di Napoli potrebbe essere espressione dell’universo dei centri sociali.