Uno scorcio del parco archeologico di Pompei (foto di repertorio)

Il sindacato Unsa definisce ”biasimevole” l’immissione di un gruppo di immigrati negli Scavi di Pompei, prevista dall’intesa firmata dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, per concedere ai migranti di realizzare lavori socialmente utili anche nei luoghi simbolo del turismo in Campania, dalla Reggia di Caserta agli Scavi dell’antica citta’ distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

In una nota firmata dal segretario dell’Unsa del parco archeologico di Pompei, Antonio Pepe, l’iniziativa sperimentale, lanciata dal direttore degli Scavi, Massimo Osanna, viene bocciata in pieno poiche’, spiega Pepe nella nota, ”offende i giovani disoccupati italiani che vedono sottrarsi la possibilita’ di ottenere un posto di lavoro e vanificare la speranza di formare una propria famiglia”.

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”Gli italiani disoccupati sono tanti – aggiunge il sindacalista – ed e’ proprio e soprattutto nel rispetto di questi ultimi che bisogna tutelare e garantire loro un futuro. Dobbiamo imparare prima a risolvere i problemi di casa nostra e poi occuparci degli altri, onde evitare discriminazioni che alimentano sempre piu’ il razzismo e la delinquenza”. L’Unsa e’ quindi per ”favorire subito nuove assunzioni agli italiani” e alle famiglie italiane. ”Noi come sindacato – conclude Pepe – siamo favorevoli a iniziative per la realizzazione di un programma occupazionale ma non daremo giustificazione a chi innesca una guerra tra poveri, tra proprietari e ospiti”.

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