porto napoli
Il porto di Napoli

Alla fine se ne sono accorti. Basta con i ritardi e le logiche ostruzionistiche sul porto di Napoli. Perché per lo scalo partenopeo è il momento di ripartire. E bisogna farlo al più presto. Si potrebbe riassumere con queste parole il messaggio unitario che arriva dai segretari napoletani e campani di Cgil, Cisl e Uil, anche in seguito alle polemiche degli ultimi giorni sui lavori da realizzare per il waterfront.

“Non accettiamo opere
che boicottino quelle poche decisioni prese
sul waterfront – attacca Giovanni Sgambati della Uil – coerentemente con quello
che abbiamo detto nella piattaforma unitaria sottoscritta con le altre organizzazioni, siamo del parere
che l’investimento debba partire”

Bandiere dei sindacati Cgil, Cisl e Uil

Per Walter Schiavella della Cgil, la città ha bisogno di “un progetto integrato che metta a regime tutte le opportunità, tra cui la piena realizzazione degli obiettivi del Masterplan che l’autorità portuale ha presentato”. E inserisce nel ragionamento la Zes, che “rientra in un quadro di programmazione non solo urbanistica, ma anche degli assi di sviluppo della città”. Allarga l’orizzonte Gianpiero Tipaldi della Cisl, chiedendo che si passi “alla stagione del fare: tempi brevi per discutere e poi chi ha la responsabilità deve decidere e operare.

Il presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito
Il presidente dell’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito

Poiché c’è un incastro di autorizzazioni amministrative e finanziarie, gli attori devono sedersi attorno a un tavolo con lo spirito costruttivo. Se si polemizza a monte viene meno la possibilità di fare, come sta accadendo con le Universiadi”.