silvio
Silvio Berlusconi

«Anche i grandi, e tu lo sei, sbagliano. E stavolta, caro presidente Berlusconi, hai sbagliato con i napoletani, con il partito, con i simpatizzanti e con tutti quelli che, in queste settimane convulse di campagna elettorale, si stanno impegnando per portare voti a Forza Italia. Hai sbagliato, caro presidente Berlusconi, a disertare l’appuntamento di domani a Napoli. Ed è purtroppo un errore da matita blu che, con grande rammarico, non posso non farti notare perché ti stimo e ti sono amico».
A dirlo è il deputato di Forza Italia Amedeo Laboccetta.

Amedeo Laboccetta
Amedeo Laboccetta

«Napoli ti porta nel cuore, Presidente, e tu credo altrettanto per tanti motivi. Ed è sempre stata molto calorosa con te. Ricordo un tempo, quando la Politica non si era ancora ritirata in esilio ed era reale e sanguigno contatto con la gente, che a Napoli chiudevano le campagne elettorali leader del calibro di Giorgio Almirante e di Enrico Berlinguer – ha aggiunto –. Il Sud è sempre stato il granaio della destra, e la capitale del Sud è Napoli. Averla mortificata non è da te, te lo segnalo solo perché conosco Napoli avendo fatto per venti anni il consigliere comunale. Aver considerato l’appuntamento di domani una mera formalità è ingiusto. Non devo aggiungere altro».

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«L’elettore ha bisogno della fisicità del leader, vuole toccarlo. A Napoli più che altrove è sentita la filosofia del “corpo del capo” – ha continuato Laboccetta –. Lasciare la piazza ai grillini, al rivoluzionario con la bandana arancione de Magistris e agli stessi alleati Meloni e Salvini è di una superficialità politica sorprendente per un uomo esperto come te».
«Pensavo, come pure avevo letto dalle cronache, che ci fosse un motivo precauzionale di salute per il tuo forfait al teatro Augusteo, ma noto con piacere che non è così. Ieri in tv ti ho visto in forma, ma ti ho anche sentito dire che è molto più conveniente un comodo e riscaldato salotto televisivo invece che una combattiva piazza per poter raggiungere un maggior numero di elettori. Caro presidente, in chiusura di una campagna elettorale serve un mix tra presenza in piazza e talk show. Ma non devo essere io a spiegare al decano dei comunicatori come ci si deve muovere in questi casi».

«Capisco che oggi sono irripetibili le esperienze di Almirante e Berlinguer che radunavano 150mila persone in piazza del Plebiscito, ma ti assicuro, caro Presidente, che un teatro si sarebbe riempito comunque».
«Ho letto che, probabilmente, il 1° marzo prenderai parte alla manifestazione finale della campagna elettorale insieme a Meloni e a Salvini – ha concluso Laboccetta –. Bene, ma perché non recuperi e coraggiosamente decidi, il giorno dopo, di tenere un comizio in piazza del Plebiscito? Facci rivivere le emozioni di quei tempi, forse irripetibili».