La decisione della Procura.

Doveva essere uno dei fiori all’occhiello della rinascita di Castel Volturno (Caserta), ma l’inerzia delle istituzioni negli anni lo ha trasformato in un immobile diroccato, oggetto di continui crolli, tanto da costringere l’autorità giudiziaria ad intervenire per tentare un salvataggio disperato; il Castello di Castel Volturno, risalente all’XI secolo e ubicato sull’ultima ansa disegnata dal fiume Volturno prima di sfociare nel Mar Tirreno, è stato sequestrato oggi dai carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, intervenuta dopo l’ultimo crollo provocato dal maltempo che sta flagellando il Casertano; ha ceduto parte del muro perimetrale, evento che, scrive la Procura in una nota firmata dal procuratore Maria Antonietta Troncone, “ha ulteriormente compromesso la possibilità di recupero del sito”.

Le indagini sul declino e il degrado del castello partono dal 2003, quando venne stipulato l’accordo di programma per la riqualificazione del litorale domizio tra la Regione Campania, la Provincia di Caserta, i Comuni di Castel Volturno e Villa Literno e due enti privati, il Consorzio Rinascita srl e Fontana Blu Spa; un accordo di rilancio che prevedeva “interventi compensativi” a carico dei privati, tra cui una spesa di quasi 2,3 milioni di euro proprio per il restauro del castello.

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I lavori però – hanno accertato gli inquirenti – non sono mai partiti, e ciò ha determinato la situazione di grave instabilità strutturale del Castello. La Procura spiega che saranno necessari “approfondimenti investigativi per verificare la sussistenza di responsabilità anche di carattere penale a carico di chi istituzionalmente doveva assicurare la realizzazione degli interventi”.

Nel luglio 2015, il Comune di Castel Volturno, allora guidato da Dimitri Russo, segnalò alla Regione i ritardi nell’attuazione dell’accordo di programma; ma l’amministrazione, fa notare la Procura, non intraprese alcuna iniziativa, pur potendo iniziare a fare le opere per poi addebitarle ai privati.