di Giancarlo Tommasone

L’ostentazione della propria forza attraverso i social è qualcosa a cui siamo abituati da tempo. Ma nelle scorse settimane, imbattendoci su alcuni profili Facebook di chi professa la sua vicinanza a questo o a quel clan del Rione Sanità, ci siamo trovati su un terreno diverso. Un mondo dai contorni netti e dalle tinte scure. Ci siamo addentrati nella dimensione della «cyber camorra». Landa multimediale dove si fanno proseliti, si lanciano sfide e si annunciano le azioni delle cosche.

I botta e risposta ai fatti di camorra sui social

I fatti scoperti e pubblicati in esclusiva da «Stylo24» con gli articoli del 27 e del 28 ottobre scorsi, ripresi poi diversi giorni dopo da alcuni quotidiani, hanno dell’inquietante. Nel primo riportiamo un post in cui si annuncia la «stesa» del 24 ottobre. Nel secondo ci troviamo di fronte ai messaggi attraverso i quali si ridicolizza quell’azione e si progetta la risposta.

Effettivamente una risposta c’è stata, portata a termine nella notte del 4 novembre. Dopo la partenza della nostra inchiesta e contestualmente alla pubblicazione degli articoli abbiamo rilevato che molti dei profili visitati e su cui apparivano messaggi di «guerra» lanciati dalle cosche in lotta, sono stati resi inaccessibili agli «estranei» e in alcuni casi addirittura cancellati.

C’è chi però non l’ha fatto e sfidando i rivali e l’autorità giudiziaria continua ad ostentare l’appartenenza alla propria «famiglia» e prosegue la sua battaglia. Un gesto di estrema sfrontatezza, anche perché quando ci si trova davanti a casi del genere è scontato che entri in campo la Dda con l’apertura di fascicoli d’inchiesta.

Due nuovi messaggi della «cyber camorra»

Nei giorni scorsi, dunque, su una bacheca «attenzionata» compaiono due messaggi. Il primo in ordine cronologico è una preghiera rivolta a due giovani boss ammazzati dai nemici, affinché dall’alto veglino sui fratelli, vedano e provvedano. Un messaggio intimo, per carità, che però è espresso anche con queste parole: «Nella buona e nella cattiva sorte miei fratelli sulla terra e nella morte. Con infamità e disonore vi hanno solo venduto dei traditori».

 

Il secondo post appare qualche giorno dopo e recita più o meno così: «Buongiorno, la gente crede di portare terrore non sapendo che solo i vigliacchi agiscono da pecore travestite da leoni. I leoni veri però lottano contro le bestie più feroci, le pecore si scagliano contro quelle più indifese».