Felicia Vitiello

Sono sei i sanitari indagati nell’ambito dell’inchiesta per risalire alle effettive cause per cui ha rischiato la morte una giovane mamma di 30 anni di Castellammare di Stabia

Per fortuna è a lieto fine la vicenda che ha visto protagonista Felicia Vitiello, 30enne di Castellammare di Stabia, finita in coma dopo un intervento di mastoplastica a cui si era sottoposta circa tre mesi fa presso la clinica Iatropolis di Caserta. Come raccontato dalla stessa giovane mamma in un video postato sui social, quello che è apparso anche ai medici come un vero e proprio miracolo, è stato voluto da Padre Pio. “Vedo la mia anima staccarsi dal mio corpo umano e salire. Padre Pio mi riabbassa nel corpo per la seconda volta e mi dice che il mio compito era di scendere per mandare messaggi di fede”, le sue parole.

Come riportato dal ‘Mattino’, in un articolo a firma del collega Dario Sautto, adesso, però, la giustizia deve fare il suo corso e 6 medici della struttura sanitaria casertana sono indagati a piede libero.

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I fatti cominciano il 19 febbraio scorso, quando Felicia e altri 7 pazienti subiscono conseguenze, più o meno lievi, dopo alcuni interventi chirurgici. L’unica situazione che degenera è proprio quella della 30enne, che, a differenza degli altri, subisce un intervento più complesso e invasivo. L’ipotesi degli inquirenti gravita attorno allo stesso anestetico somministrato a tutti e 8 i degenti, il Propofol, che, forse scaduto o difettose, avrebbe causato le infezioni.

Al suo risveglio, Felicia accusa subito un malore e viene ricoverata in terapia intensiva in stato di coma. Dagli esami risulta che è stata colpita da un’infezione batterica multiorgano, probabilmente proprio in seguito a quella operazione, ed è in pericolo di vita. Quando ormai la situazione sembra compromessa, però, la 30enne si risveglia, raccontando del miracolo ricevuto per intercessione del Santo.

La denuncia dei familiari, però, porta la Procura ad aprire una inchiesta per capire se ci sono state colpe dei medici. La settimana prossima il pm conferirà l’incarico per la perizia medico-legale, anestesiologica e infettivologica a quattro consulenti per stabilire le cause dell’infezione, le eventuali conseguenze sulla futura salute dei pazienti e se ci siano responsabilità penalmente rilevanti.

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