Il documento di sfiducia al sindaco de Magistris

Sotto la mozione manca la firma di Gaetano Troncone

Il Consiglio comunale non si è svolto, a causa della mancanza del numero legale, ma alla fine la mozione di sfiducia al sindaco Luigi de Magistris, è stata presentata. Sedici le firme in calce al documento, quelle dei consiglieri del Pd, Alessia Quaglietta, Diego Venanzoni, Federico Arienzo, Aniello Esposito e Salvatore Madonna; di Mara Carfagna, Salvatore Guangi e Stanislao Lanzotti (FI); di Mimmo Palmieri (Napoli popolare); di Marta Matano e Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle); di Anna Ulleto (indipendente); di Marco Nonno e Andrea Santoro (entrambi di Fratelli d’Italia); di Roberta Giova (La Città); di Vincenzo Moretto (Lega). All’appello, per l’opposizione, manca la sigla di Gaetano Troncone, che però era in aula, a Via Verdi, questa mattina.

La prima pagina del documento di sfiducia
La seconda pagina del documento di sfiducia
Le firme in calce al documento

La mozione è stata depositata presso l’ufficio di presidenza del Consiglio comunale. La legge stabilisce che, dal giorno della presentazione, la mozione possa essere portata in aula non prima di 10 giorni e non oltre i 30. Da qui l’invito delle opposizioni lanciato al presidente dell’assemblea, Alessandro Fucito, «alla correttezza» affinché convochi quanto prima la conferenza dei capigruppo per calendarizzare la discussione sulla mozione prima di ulteriori sedute con un diverso ordine del giorno.

I passaggi del documento
di sfiducia al sindaco

Nella mozione è possibile leggere: «Il Consiglio comunale non può ulteriormente continuare ad assistere passivo, solo per tutelare egoisticamente la propria sopravvivenza ad un così grave degrado, senza farsi complice di una inaccettabile inerzia delle istituzioni, a tutto danno della comunità e dei cittadini, che in noi hanno riposto le proprie naturali esigenze aspettative per una crescita naturale e sociale».  «Consci dell’impossibilità di adempiere ai doveri derivanti dal proprio mandato, stante l’aggravarsi delle difficoltà riscontrate nel gruppo di maggioranza», i consiglieri firmatari della mozione, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio per votare il documento di sfiducia nei confronti del sindaco de Magistris. Sul flop della seduta odierna di Assise, andata deserta per mancanza del numero legale, e sullo stato dell’esperienza amministrativa arancione, è intervenuta anche la consigliera Marta Matano, reduce da una conferenza stampa svoltasi sempre in mattinata.

Le dichiarazioni
della consigliera
Marta Matano (M5S)

«Oggi si è squarciato il velo, la nebbia, in cui ci aveva avvolto la fantasiosa narrazione del sindaco e della sua amministrazione, mediante la quale ci raccontavano una Napoli che purtroppo esiste solo nella loro fantasia, una Napoli dove tutto funziona e che sarebbe addirittura un esperimento da esportare altrove. In effetti il sindaco è un ottimo comunicatore, bravissimo a descrivere una città che non esiste, una capacità di amministrare, la sua, che non è basata su alcuna verità. La realtà è che lui ed i suoi assessori non sono stati in grado di garantire né il funzionamento della macchina amministrativa né l’erogazione dei servizi essenziali alla cittadinanza. Da tempo sospettavamo che il sindaco non avesse più una reale maggioranza ed il fatto che stamattina non si sia tenuta la tanto attesa seduta del Consiglio comunale per mancanza di numero legale è la prova che i nostri sospetti erano purtroppo fondati», afferma Matano, attraverso la nota inviata alla nostra redazione.

La contestazione / Perché abbiamo
pubblicato il video degli insulti a de Magistris

«Non c’è più tempo per aspettare che il sindaco dimostri cosa sa fare, ha avuto 8 anni e messo ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, non ha saputo amministrare alcunché, i trasporti pubblici non ci sono quasi più, mancano la garanzia dell’assistenza ai disabili e serie politiche di welfare, la manutenzione del verde pubblico e delle strade, le Partecipate del Comune sono allo stremo,  e potremmo continuare all’infinito. I servizi minimi non sono più garantiti, la qual cosa è alla base dell’esistenza di un Comune; paghiamo il massimo delle tasse e non abbiamo i servizi.  Per questi motivi abbiamo presentato la mozione di sfiducia e abbiamo chiesto al sindaco di avere l’onestà intellettuale di ammettere che ha fallito, che non ha le capacità per gestire questa città. Se il sindaco ama Napoli veramente, allora deve prendere atto che non ci sono più le condizioni per continuare questa esperienza e dimettersi», conclude la consigliera del M5S.