Enzo Rivellini, Gaetano Giancane, Stefano Caldoro

L’affondo dell’allora europarlamentare del Pdl, Enzo Rivellini: dobbiamo constatare che il governatore ha solo proceduto con tagli indiscriminati

di Giancarlo Tommasone

Le critiche ai tagli apportati alla sanità campana dalla Giunta regionale guidata dall’allora governatore Stefano Caldoro, venne anche dallo stesso centrodestra, e tra gli altri esponenti politici dello schieramento, dall’europarlamentare del Pdl-Ppe Enzo Rivellini, presidente dell’associazione Mezzogiorno di Fuoco. Rivellini in un intervento rilanciato dall’Ansa, il 19 dicembre del 2011, tenne a sottolineare che la Campania avesse «bisogno di politiche di sviluppo e non di un ‘ragioniere’». «Abbiamo dato a Caldoro e ai suoi consulenti – dichiarò Rivellini – il tempo per agire, ma ora è tempo di fare i primi bilanci e, purtroppo, dobbiamo constatare che il governatore ha solo proceduto con tagli indiscriminati senza migliorare i Lea (Livelli essenziali assistenza), oltretutto riesumando le seconde e terze scelte di Montemarano. Abbiamo intenzione di aiutarlo nel suo difficile compito, come (nei giorni scorsi) abbiamo fatto denunciando gli sprechi nel punto nascita dell’ospedale San Paolo. Così continueremo a fare nei prossimi giorni con la Federico II, il Ruggi d’Aragona, il Monaldi, ecc». Nell’occasione, Rivellini ricordò pure di aver investito la Corte dei Conti «con un carteggio in merito ai contratti di consulenze e all’assunzione di 14 persone per servizi di pulizie e facchinaggio», presso un ospedale napoletano. Stylo24, già con il servizio pubblicato ieri, ha inteso far emergere la responsabilità politica da parte del centrodestra, per lo smantellamento della sanità in Campania.

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ha distrutto la sanità in Campania

Sanità, che è vero, veniva dagli anni dei «grandi sprechi» del governo Bassolino, ma è altrettanto vero, avrebbe potuto essere gestita in un altro modo. Magari ottimizzando le strutture, riorganizzando il comparto, andando a caccia e combattendo proprio gli sprechi. E’ stato invece scelto il metodo più semplice: quello dei tagli. Anche perché, particolare da non sottovalutare, in Giunta, assessore al Bilancio era Gaetano Giancane, generale della guardia di finanza.

Che, ovviamente, non aveva alcun tipo di interesse a coltivare consenso politico. Per tre motivi: non è campano, ma pugliese della provincia di Lecce; era stato imposto – per sua stessa ammissione – dall’ex ministro Giulio Tremonti; rispondeva solamente alle logiche fredde, dei criteri e dei principi di bilancio, a difesa dei conti della Regione. Tutto ciò per ribadire, che le responsabilità dello sfascio attuale della sanità in Campania, sono iniziate con la presidenza di Stefano Caldoro, per proseguire, poi, con quella di Vincenzo De Luca.

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