Severino Nappi
Severino Nappi, Il Nostro Posto

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Nella giornata di ieri, presso Palazzo Caracciolo a Napoli, si è svolto il convegno «Attraverso il Sud», organizzato dall’associazione «Nord e Sud», presieduta da Severino Nappi. Al centro del dibattito le criticità del Mezzogiorno d’Italia nei settori infrastrutture, trasporti, sviluppo. E’ stata anche un’occasione per assistere a un dialogo delle diverse anime del centrodestra campano. Un confronto a cui le forze in campo (FI, FdI e Lega) hanno partecipato parlando la stessa lingua. Un contributo per l’unità di intenti, a cui il centrodestra tende, dopo il momento non proprio facile vissuto in seguito alle consultazioni dello scorso 4 marzo. Stylo24 ha raccolto, riguardo al convegno, le considerazioni di Severino Nappi, vicecoordinatore di Forza Italia della Campania.

Quali sono gli spunti emersi nel corso del dibattito?
«Abbiamo registrato il forte interesse della politica e della società civile napoletana e campana, a discutere di temi sul Sud, che vanno oltre i temi neo assistenziali del reddito di cittadinanza. C’è stata la consapevolezza che accanto a misure che aiutino nell’immediato quelli che sono indietro, e che comunque sono necessarie, c’è bisogno di creare lavoro vero».
Da dove si deve ripartire per creare lavoro al Sud?
«Mettendo in piedi una questione seria relativa alle infrastrutture, ai trasporti, all’edilizia, alle politiche dell’economia del mare, che sono centrali per lo sviluppo del Mezzogiorno. Ieri, su questo versante, abbiamo registrato la consapevolezza che bisogna fare cose concrete».
La necessità, dunque, di investire sia sui vettori marittimi che su quelli terrestri.
«Assolutamente. Nel corso del dibattito il sottosegretario Armando Siri ha riconosciuto l’opportunità di investire sui nostri porti per rilanciare l’economia del territorio. La questione dei trasporti, che non è soltanto quella dell’alta velocità, ma è anche riferita al collegamento della rete logistica per i territori, diventa centrale nel ragionamento che deve essere fatto. Allargando il discorso, una delle prime cose da fare per la ripartenza della regione è quella della rigenerazione urbana, questione che stiamo affrontando attualmente in sinergia col mondo dei costruttori». 

Si parla spesso difficoltà a ripartire, a chi o a cosa imputa la crisi del Sud su questo versante?
«Soprattutto all’inadeguatezza della classe dirigente. La crisi del Sud è una crisi di rappresentanza politica e istituzionale. Non si è sufficientemente capaci di far valere le nostre ragioni, le grandi potenzialità di questa terra attraverso misure da adottare. E questo sia sul piano locale, come dimostra, ad esempio, la drammatica gestione dei fondi europei. E sul piano nazionale, dove emerge l’incapacità di rappresentare le proposte che sono utili al Sud. Ne è riprova la legge di stabilità tutta spostata sul Nord».
Come può la logistica diventare un elemento moltiplicatore dell’economia e in particolare, dell’economia campana?
«Lo diventa perché consente di connettere le nostre imprese con i mercati e di abbattere i costi. Abbiamo dei costi altissimi proprio per l’assenza di una adeguata rete di logistica, sia per quanto riguarda i trasferimenti via mare, sia per quelli terrestri. Con una adeguata rete logistica verrebbero abbattuti anche i tempi con conseguenti vantaggi sia in termini economici che di organizzazione».
Come è lo stato della coalizione di centrodestra a Napoli e in Campania?
«E’ evidente che usciamo da una stagione non felice che è quella delle scorse Politiche. Bisogna ripartire dal presupposto che non bisogna fare epurazioni ma rinnovamento. Che va fatto sulle questioni e sulla progettualità; il centrodestra vince in Campania nel momento in cui mette in piedi un progetto che unisce, non può essere ‘cartello di sigle’. In questo modo può anche approfittare da un lato dello sgretolamento del Pd, per l’esperienza clientelare di De Luca, dall’altro lato della inadeguatezza nel governo da parte del Movimento 5 Stelle. E ridare entusiasmo all’elettorato moderato, come è storicamente quello campano».

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