Severino Nappi
Severino Nappi, 'Il Nostro Posto'

L’evento «Campania il nostro posto» si terrà lunedì alle 19

«La politica in teatro in contrapposizione ai teatrini della politica», questa l’idea portante dell’evento che andrà in scena lunedì alle 19 al Palapartenope di Napoli. Il progetto «Campania il nostro posto» è promosso da Severino Nappi, presidente dell’associazione Nord e Sud e vice coordinatore della Campania di Forza Italia. Stylo24 lo ha intervistato per entrare nel merito dello spirito che animerà la manifestazione.

Quali sono le componenti del progetto?
«“Campania il nostro posto” aggrega il meglio della società civile della regione, amministratori, movimenti e popolo del centrodestra, e comunque chi crede che bisogna costruire un programma fatto di contenuti che vadano a interessare e coinvolgere le persone, per voltare pagina e chiudere l’attuale stagione fallimentare».

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Da dove scaturisce l’idea?
«E’ un lavoro che parte da lontano e che mettiamo a disposizione del centrodestra. Vogliamo esprimere un unico concetto: solo se unito e guidato dalle migliori e più fresche energie, anche civiche, il centrodestra può essere vincente e credibile. Operazioni di palazzo rischiano di fallire perché non interessano più ai cittadini, che anzi le temono».

Su quali temi puntate? E quali argomenti emergeranno nel corso dell’evento di lunedì?
«Presenteremo idee e proposte concrete sui temi della quotidianità difficile che si vive in Campania. Mi riferisco a servizi sociali, sanità, sicurezza, lavoro, comparto agroalimentare, trasporti. Si tratta delle grandi questioni che toccano la vita di ciascun cittadino e sulle quali si fa la differenza».

Si può definire quanto meno fuori dagli schemi, la modalità scelta per l’evento del Palapartenope?
«Un modo sicuramente diverso, che definisco non rituale. Nessun comizio, ma nel tempo dei teatrini della politica, quelli di De Luca (che ormai è difficile distinguere da Crozza) e del M5S (che si limita a minuetti di promesse e parole, smentite costantemente dai fatti), noi abbiamo scelto di presentare ‘il teatro della politica’».

Vale a dire?
«Attraverso il racconto dei problemi di una ideale famiglia della Campania che abbiamo chiamato “Gargiulo”, offriremo le nostre soluzioni».

Vista in questi termini, appare come una iniziativa popolare.
«In effetti è così. Iniziativa popolare, in campo aperto, perché nell’era dei social secondo noi deve esistere in politica anche la capacità di unire la comunità in carne ed ossa, aggregare le persone per costruire una coralità di progetto».

In tutto questo, quanto contano le emozioni?
«La componente delle emozioni è fondamentale nella vita come in politica. Bisogna riflettere sul perché anche oggi ci sono leader che riempiono le piazze, e piazze che si riempiono su proposte. Voglio dire, se ci si emoziona e si fa emozionare con un progetto come quello che proponiamo, vuol dire che abbiamo imboccato la strada che fa la differenza».

Differenze rispetto al solito modo di presentare la politica, e soprattutto di fare politica?
«Con il nostro progetto, che ribadiremo nel corso dell’iniziativa di lunedì, ci prefiggiamo di scuotere il torpore della politica ‘politicata’, fatta solo di nomi. Ma senza contenuti, senza idee. I nomi verranno. Saranno scelti al momento opportuno dal tavolo nazionale. Noi crediamo che oggi sia il momento delle idee e dei programmi e che su quello si farà la differenza. La politica ha la forza di cambiare le cose quando ha capacità di aggregare, di dare spinta, coraggio, ed emozione. La politica non può essere cinico calcolo, ma passione e voglia di fare per la propria comunità. Noi siamo questo. Chi invece usa il bilancino faccia il farmacista».