martedì, Dicembre 6, 2022
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«Infanzia violata in Campania, le responsabilità sono della malapolitica»

La Campania si conferma anche nel 2019 maglia nera in Italia per maltrattamento infantile. A rilevarlo è stata la II edizione dell’Indice regionale di Cesvi che pochi fiorni fa ha evidenziato una ”strettissima correlazione” tra il maltrattamento ai danni di minori e la povertà economica, relazionale ed educativa. Una situazione che vede a Napoli e nella sua area metropolitana, ”una maggiore vulnerabilità a livello sociale e materiale”. L’Indice è il risultato dell’aggregazione di 64 indicatori relativi ai fattori di rischio e ai servizi offerti sul territorio: non misura quanti bambini siano effettivamente maltrattati nei territori interessati, ma solo quali siano le condizioni ambientali nelle quali vivono e se queste favoriscano più o meno il fenomeno del maltrattamento.

«E’ l’ennesima beffa per i cittadini, e in particolare per i genitori, campani. Che passano per orchi dei loro figli, quando invece la colpa è tutta della cattiva politica nazionale, regionale e comunale soprattutto, considerato che de Magistris in tutto ciò eccelle e la città di Napoli vive la situazione peggiore di tutta la regione». Ad affermarlo a Stylo24 è il vice coordinatore della Campania di Forza Italia e presidente dell’associazione ‘Nord e Sud’ Severino Nappi«I bambini campani stanno peggio perché hanno meno servizi ed opportunità. Perché non ci sono asili nido, mancano i pulmini per andare a scuola. Perché non hanno posti in cui giocare e lo sport non è consentito a tanti di loro per lo scarso investimento in politiche sociali. Noi abbiamo una spesa media in Campania per Welfare dei cittadini, e quindi anche dei bambini, che è di 50 euro, quando la media nazionale è di 250. Sono numeri imbarazzanti, che dimostrano tutta la sciatteria con la quale la politica locale non guarda ai veri problemi».

Poi accadono episodi come quello che ha visto la piccola Noemi ferita a piazza Nazionale.
«Erano tutti lì a farsi fare una fotografia all’ospedale Santobono quando rischiava la vita, ma a dare una mano ai bambini campani non ci pensa nessuno. Ed è questo il vero dramma».

Le regioni con maggiore capacità di fronteggiare il problema sono al Nord (Emilia Romagna, Trentino, Veneto…), come è possibile questo divario così netto?
«Si continua a far utilizzare le risorse in modo strabico. Basta considerare, tra i vari esempi, come per i servizi si utilizzi il criterio della spesa storica. Quindi quello che l’amministrazione ha speso per un certo servizio negli anni precedenti, è l’indicatore di ciò che avrà a disposizione. Se, come accade purtroppo in molti comuni dell’area campana, manca un asilo, lo Stato centrale fa finta di pensare che non ce n’era e non ce n’è bisogno. E quindi nelle risorse degli anni successivi, non dà a chi non aveva, mentre dà di più a quelli che già avevano. Questo è il cortocircuito di questo sistema».

 

E tutto ciò sta anche alla base dell’aumento della violenza criminale.
«Se vivi in un territorio in cui non avverti la presenza dello Stato, in cui la dispersione scolastica non è combattuta, la formazione non esiste, non hai una assistenza sociale, cominci a mettere in dubbio che esista la legalità. E diventa più facile trovare terreno fertile per certe realtà».

Quali possono e devono essere le soluzioni?
«La questione centrale da porre è che noi dobbiamo garantire attraverso l’erogazione dei servizi quei diritti che vengono negati e la distribuzione in modo equo delle risorse, utilizzando una legge che già esiste e che stabilisce che il riparto va fatto in base ai livelli essenziali delle prestazioni. Quindi un bambino campano ha diritto ad avere gli stessi soldi e gli stessi servizi di cui gode un bambino della Lombardia. E’ questo che una politica dignitosa dovrebbe pretendere dallo Stato. E in questo discorso si inquadra anche il reddito di Cittadinanza, che in Campania costerà meno di un miliardo di euro allo Stato ed è diventata la guerra di religione del M5s. Ma per garantire questa risorsa, alla Campania sono stati tagliati 2 miliardi di euro di investimenti. Quindi, alla fine, per dare meno di un miliardo di assistenza sono stati tolti due miliardi. Senza considerare che una parte del reddito di Cittadinanza è assorbito dalla cancellazione del rei».

 

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