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Nel prosieguo delle attività che hanno visto la notifica di 18 provvedimenti cautelari da parte della Compagnia di Capua, i Carabinieri del NAS di Caserta hanno effettuato un’accurata ispezione presso l’Ospedale di Sessa Aurunca. Il NAS ha rilevato la presenza di molteplici e notevoli carenze strutturali, funzionali e organizzative che interessano, in particolar modo, il complesso delle sale operatorie e il servizio di Radiologia. Inoltre, nel corso delle verifiche, è stata accertata la mancanza della prevista autorizzazione all’esercizio della struttura nosocomiale, così come previsto dall’art. 193 Testo Unico Leggi Sanitarie (R.D. n. 1265/34), in relazione alla Delibera di Giunta regionale della Campania n. 7301/2001. Per questo motivo, le carenze saranno segnalate alla competente Commissione di cui alla delibera citata, mentre l’assenza dell’autorizzazione all’esercizio, essendo una fattispecie di carattere penale, comporterà il deferimento all’A.G. del legale rappresentante e ha indotto gli operanti a disporre il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero ospedale con facoltà d’uso, onde evitare l’interruzione delle prestazioni e ulteriori disagi per gli utenti.

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I militari dell’arma hanno eseguito, ieri mattina, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di 18 persone, per i quali i reati ipotizzati sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dell’Azienda Sanitaria Locale di Caserta e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Napoli (Federico II).

 

Secondo quanto rilevato dagli investigatori, vigeva un accordo tra medici per timbrare il cartellino ed assentarsi dal lavoro durante l’orario di servizio. Il danno complessivo cagionato dagli indagati all’Erario è stato stimato oltre 21 mila euro, somma sottoposta a sequestro preventivo per valori equivalenti, in esecuzione del decreto di sequestro emesso dal gip del Tribunale, su richiesta della Procura, sui conti correnti degli indagati.

E’ stata applicata, nei confronti dei indagati, la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria del luogo di svolgimento del lavoro, immediatamente prima e subito dopo l’ingresso alla sede lavorativa. L’indagine, scattata nel febbraio 2017 è stata condotta attraverso intercettazioni telefoniche, analisi di tabulati di traffico telefonico con rilevamento delle relative posizioni delle utenze e attraverso numerosissime riprese video, eseguite con le telecamere installate nei pressi di tutti gli orologi marcatempo presenti nell’ospedale, nonché nei pressi di un’uscita secondaria posta sul retro del predetto nosocomio, accesso da cui molti degli indagati riuscivano ad allontanatasi arbitrariamente durante l’orario di lavoro. Sono coinvolti complessivamente 28 persone tra cui 18 dirigenti medici, 3 infermieri e 6 unità di personale amministrativo.

 

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