lunedì, Dicembre 6, 2021
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Servono le primarie, il Pd è troppo schiacciato sul M5s

I partiti di centrosinistra fanno melina e, nel frattempo, criminalità e povertà dilagano. Napoli sta assistendo a uno spettacolo indecoroso per la scelta del candidato sindaco

di Marcello Lala

Quello a cui stiamo assistendo è un gioco al massacro sulla pelle della città che davvero mi lascia basito. Sull’orlo del commissariamento per le note vicende del debito, Napoli sembra più che mai abbandonata al suo destino fatto di marginalità, disoccupazione, criminalità e povertà.

Sullo sfondo il gioco dei partiti che incuranti della grave emergenza politica e sociale non trovano altro di meglio da fare che decidere, ove mai ci riusciranno, il candidato sindaco sulla base delle piccole convenienze personali.

Chi deve dire basta a tutto questo? Chi deve avere un sussulto di orgoglio e dire che Napoli non può essere la succursale di nessuna altra città men che meno essere la città degli esperimenti politici sulla pelle dei cittadini?

Ho letto Biagio De Giovanni in una analisi a dir poco impeccabile sui mali della città e su quanto i partiti stiano facendo male in questa fase e non posso che condividere a pieno.

L’atteggiamento che però devo dire più mi ferisce è quello del Partito democratico napoletano che per meri calcoli di bottega e di correnti interne ancora una volta così come in passato rischia di fare implodere tutto. Inchiodata ad una scelta esclusivamente romana e ad una logica egemonica su un territorio martoriato non solo sul piano pratico ma anche ormai sul piano politico, continua una melina a dir poco stancante solo ed esclusivamente per attendere le decisioni romane. Ma quando mai il partito di Maurizio Valenzi, di Gerardo Chiaromonte, di Giorgio Napolitano e finanche quello di Antonio Bassolino avrebbero atteso le direttive e scelte romane per poi decidere alleanze e candidato della città per di più con chi vive una fase di confusione totale dal punto di vista delle strategie, della linea politica e della sua sopravvivenza stessa come i 5 stelle?

Dopo i fallimenti di Roma e Torino, Napoli rischia di essere l’unico laboratorio di questa assurda alleanza Pd M5s, assurda perché mai e poi mai ci saremmo aspettati un Partito democratico così legato al partito di Grillo, Travaglio e Conte. Da tempo sosteniamo che la soluzione migliore è quella delle primarie e che l’alleanza con i M5s è esattamente in continuità con la stagione di de Magistris pronto infatti ad appoggiare un eventuale e probabile candidato sindaco come il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico.

Tutto questo si può evitare solo con le primarie ed una svolta riformista, formando un polo riformista alternativo a 5 stelle ed arancioni e slegando la città da schemi precostituiti altrove anche in termini di alleanze. Una vera svolta nei programmi, nelle idee e nella pubblica amministrazione. Napoli ha bisogno di riforme vere come quelle per le Municipalità, per le Municipalizzate e per l’area metropolitana.

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