domenica, Novembre 28, 2021
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Serie A, Spadafora: “Inutile fare pressioni sul Governo. Senza sicurezza la Serie A dovrà fermarsi”

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Il Ministro per lo Sport Spadafora ha rilasciato alcune dichiarazioni in diretta a La7 durante il programma Omnibus in merito al campionato

di Stefano Esposito

Che cosa accadrà al campionato di Serie A? Ci sono contatti tra la FIGC ed il comitato tecnico-scientifico, che ha ritenuto il protocollo non sufficiente. Oggi dovrebbero esserci una serie di audizioni presso il comitato, ho sempre detto che la ripresa degli allenamenti non significa una ripresa del campionato. Se non si vuole l’incertezza, ci si può fermare come hanno fatto Olanda e Francia.

Vedo il sentiero per la ripresa del campionato sempre più stretto, gli allenamenti sarebbero importanti per i calciatori che sono fermi da settimane: se fossi nei presidenti, mi organizzerei per ripartire in sicurezza in vista del prossimo campionato a fine agosto. Il sentiero è molto stretto, le decisioni degli altri paesi potrebbero indurre l’Italia a seguire una linea che potrebbe diventare europea.

Le parole di Lotito? Spero ci fosse un pizzico d’ironia, noi non potevamo riaprire lo sport per tutti: parliamo di calcio, ma lo sport non è soltanto il calcio o la Serie A. Avevamo una indicazione precisa dal comitato tecnico-scientifico, ovvero contingentare i numeri: nello sport individuale le cifre sono minori, siamo ripartiti da poche migliaia di persone. Il protocollo presentato dal calcio non è stato ritenuto sufficiente, non potevamo far allenare squadre con un protocollo non validato.

Comincio a percepire una cosa: nei prossimi giorni, può esserci una sorpresa, la maggioranza dei presidenti di Serie A potrebbero chiederci di sospendere il campionato per preparare il prossimo. Ho visto che ci sarà un’assemblea di Lega nei prossimi giorni.

Una data di scadenza per decidere? Non cerco il rischio zero perchè non possiamo cercarlo come Italia inteso come paese, ho semplicemente chiesto che il comitato si esprimesse sul protocollo FIGC e sul fatto che fosse attuabile. Siamo sicuri che i tamponi richiesti per i calciatori sia possibile farli? Nel comitato tecnico-scientifico alcuni membri ci hanno parlato di avere già stesso loro dei problemi. Il protocollo è applicabile anche per la B, C e dilettanti? Non ci sono le risorse.

Il calcio paga tasse allo stato che alimentano il fondo dedicato agli altri sport. Sarei un folle a demonizzare il calcio, non ci sarebbero le risorse per finanziare gli altri sport. Ma facciamo tutti dei passi avanti, avere fretta sulle date è impossbile: non posso dire se a metà giugno si potrà riprendere. In Inghilterra si pensa a dei piani B, con le partite in chiaro: quando ci ho provato io, sappiamo cosa è successo. Siamo disponibili anche a discutere di questo? Da parte di alcuni si pensa solo a salvare delle società in difficoltà, è anche nel mio interesse ma se ciò non avverrà in sicurezza il campionato di Serie A dovrà fermarsi.

Il comitato tecnico-scientifico ha consigliato che il dpcm fosse a scadenza ravvicinata perchè le due settimane dal 4 al 18 servano a verificare le percentuali di contagi e decessi, la valutazione sarà anche su questi dati. Ce ne rendiamo conto noi, e non ancora tre-quattro presidenti di Serie A.

Giocare a porte chiuse è sicuro al 100%, ma in una squadra di calcio ci sono decine e centinaia di persone per ogni partita. Gli allenamenti si terrebbero nei centri sportivi, con le partite entrerebbero in gioco stadi, alberghi e trasporti. Vediamo cosa succede, quando non si sono voluti fermare poi diverse squadre sono andate in quarantena: se riprendiamo e c’è un nuovo positivo cosa facciamo?

La definizione del sentiero per la ripresa del campionato? Sono convinto che entro questa settimana il comitato tecnico-scientifico ci dirà se il protocollo per gli allenamenti è attuabili, in tre giorni diremo alla Lega Serie A se potrà ripartire con gli allenamenti. Inutile fare pressioni sul Governo per la ripresa del campionato, lo faremo quando il comitato ci dirà di più sulla curva dei dati legati all’emergenza.

Giocatori nei centri sportivi per allenarsi già dal 4 maggio? Aspettiamo le valutazioni del comitato tecnico-scientifico, non ho pregiudizi”

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