I club propongono 2 o 4 mesi di decurtazione, tutto dipenderà dalla conclusione della stagione 2019-2020

di Stefano Esposito

L’assemblea della Lega Serie A ha approvato all’unanimità una proposta comune sul taglio dei compensi a calciatori, secondo questa linea, i calciatori rinunceranno a 4 mensilità nel caso in cui la stagione non riprenda, a 2 in caso di ritorno in campo per completare il campionato 2019/20, che come spiegato nelle scorse ore dal presidente federale Gravina potrebbe anche concludersi oltre settembre, ma comunque al massimo entro l’anno solare 2020.

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Ecco il comunicato della Lega:

“Il contesto creato dalla crisi generata dall’emergenza coronavirus richiama tutti ad un atto di forte responsabilità, con i Club pronti a fare la propria parte sostenendo ingenti perdite per garantire il futuro del calcio italiano. Le perdite necessariamente dovranno essere contenute incidendo sulla riduzione dei costi, la cui principale voce per le Società è rappresentata dal monte salari. In linea con le azioni volte a diminuire il costo lavoro adottate a livello nazionale e internazionale, la Lega Serie A ha deliberato oggi, all’unanimità con esclusione della Juventus che ha già raggiunto un accordo coi propri giocatori, una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre. L’intervento è necessario per salvaguardare il futuro dell’intero sistema calcistico italiano e prevede una riduzione pari a 1/3 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 4 mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di 1/6 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020. Resta inteso che i Club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati.”

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