Il mistero che ruota intorno al reale proprietario dell’abitazione al 221b di Baker Street.

Forse adesso ci vorrebbe davvero lui, Sherlock Holmes, personaggio nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, per risolvere il mistero che si cela dietro quella che per tutti è stata ed è la casa del più famoso investigatore privato della storia della letteratura e non solo. Perché, come riporta un articolo del Corriere della Sera a firma del collega Luigi Ippolito, l’identità e le ricchezze dei reali proprietari del mitico indirizzo al 221b di Baker Street restano avvolte dal segreto. Da quell’edificio nel centro di Londra, infatti, parte una catena di società fantasma che approda fino a registri stranieri: e non è dunque possibile rintracciarne la vera origine.

Un caso finito davanti all’Alta Corte di Londra, come parte di un’indagine che coinvolge la famiglia del leader del Kazakhstan, Nursultan Nazarbaev: e da più parti del mondo politico si chiede di fare piena luce sui veri detentori della casa di Sherlock Holmes, perché sono troppe le proprietà immobiliari nella capitale britannica il cui acquisto non può essere spiegato in maniera del tutto trasparente.

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L’anno scorso la casa e le abitazioni circostanti sono state messe sotto sequestro dalla Nca, l’Agenzia nazionale per il Crimine, sulla base della nuova legislazione che consente di agire contro le ricchezze inspiegabili: si tratta della cosiddetta «McMafia law», la legge che ha come obiettivo quello si stanare le ricchezze illegali che si ammassano a Londra e che provengono in gran parte dai Paesi dell’ex Unione Sovietica. E gli investigatori sospettano che la proprietà della casa sia legata a Rakhat Aliyev, descritto nei documenti processuali come «parte del corrotto circolo ristretto del regime kazakho».

Aliyev era stato al vertice del governo e dei servizi segreti del suo Paese, ma soprattutto era il marito di Dariga Nazarbaeva, la figlia del leader kazakho. Il personaggio era riuscito a mettere da parte enormi ricchezze, ma alla fine il suo scontro con il regime lo aveva portato in carcere, in Austria, dove cinque anni fa è morto in circostanze misteriose.

Oggi si ritiene che Dariga e il loro figlio Nurali siano i «beneficiari finali» della casa di Sherlock Holmes: loro sostengono di averla acquistata legittimamente con il loro denario personale, ma la Nca è convinta che la proprietà sia frutto di operazioni di riciclaggio risalenti ad Aliyev.

Farmont Baker Street, la società che possiede le case fra il 215 e il 237 della strada londinese, annovera fra i suoi ex direttori due personaggi che compaiono nelle carte processuali e che negano ogni addebito: il kazakho Mukhammed-Ali Kurmanbayev, legato al figlio di Aliyev, e l’italiano Massimiliano dall’Osso, che era l’«assistente personale» di Dariga e che potrebbe essere stato coinvolto nell’acquisto della casa di Sherlock Holmes.

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