La chiusura.

I carabinieri hanno posto sotto sequestro, su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, il cavalcavia della linea ferroviaria Napoli-Cassino, noto come Ponte Vapore, situato nel comune di Maddaloni (Caserta); il decreto è stato emesso a causa di problemi strutturali del ponte, accertati dai consulenti nominati dalla Procura guidata da Maria Antonietta Troncone. Il ponte resterà chiuso il tempo necessario perché il Comune di Maddaloni attui le prescrizioni di sicurezza indicate dall’ufficio giudiziario.

È da tempo che vengono segnalati problemi alla struttura, tanto che proprio il Comune era già intervenuto con ordinanza emessa il 10 settembre 2018 che disponeva la limitazione della circolazione dei mezzi pesanti superiori a 35 quintali e l’apposizione di barriere in cemento ai due lati di ingresso del ponte; tali misure però, secondo la Procura, “sono risultate inadeguate”, soprattutto alla luce delle indagini tecniche eseguite dai consulenti incaricati dal pm e da quelli di Rete Ferroviaria Italiana, da cui è emerso che il Ponte non rischia di crollare ma va monitorato attentamente.

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“La struttura – spiega la nota della Procura – non versa in un’incipiente condizione di collasso, ma si presenta inadeguata a fronteggiare i carichi verticali e quelli sismici. Sono stati pertanto sollecitali urgenti ed idonei provvedimenti tesi garantire l’esercizio dell’opera in sicurezza. In alternativa alla completa chiusura del cavalcavia al traffico veicolare – aggiunge la nota – e in attesa di un intervento sostitutivo del Ponte, i consulenti hanno consigliato l’adozione di idonee limitazioni dei carichi da traffico che possano garantire la sicurezza veicolare per 12-24 mesi”.

“In particolare – si legge – il Comune dovrà consentire sul cavalcavia il passaggio di soli veicoli aventi massa inferiore a 3,5 tonnellate, dovrà limitare il traffico ad una corsia di marcia centrale con senso unico alternato mediante l’utilizzo di barriere di protezione in acciaio, installare una idonea segnaletica luminosa verticale per regolare il traffico e delle barriere in calcestruzzo per impedire il traffico di mezzi pesanti, e infine apporre una rete di protezione a tutela della sede ferroviaria dal rischio di caduta di materiale dall’alto”.