giovedì, Giugno 30, 2022
HomeNotizie di CronacaSei anni di processi... per una pernacchia

Sei anni di processi… per una pernacchia

L’incredibile storia al Tribunale per i minorenni di Napoli

di Ilaria Riccelli

In uno dei più grandi uffici giudiziari per l’esercizio della giustizia in ambito minorile in Italia, ovvero il Tribunale per i minorenni di Napoli, si è svolta una vicenda giudiziaria che colpisce. Si tratta forse della parvità della materia, ma andando più a fondo si potrebbe parlare di una questione che ha le sue radici nelle grandi contraddizioni del nostro sistema giustizia. La storia, però, deve essere raccontata bene e dall’inizio.

Si tratta di tre minorenni imputati in un processo coinvolti in un iter giudiziario lungo sei anni e che li ha condotti fino in Corte di Cassazione per … L’accusa? I tre ogni giorno per diversi giorni hanno atteso una loro compagna di scuola per chiamarla per nome seguitando con una fragorosa pernacchia. Detta così verrebbe da ridere, da interpellare il Principe della risata che di questo sberleffo si era servito nei suoi film per raccontare una filosofia tutta intrisa di comicità e napoletanità.

Si potrebbe osservare che il reato contestato è quella della molestia e che ai giudici è stata affidata l’annosa questione di stabilire se quella reiterata pernacchia potesse o no integrare il reato contestato.

La macchina della giustizia

Sebbene, le circostanze abbiano indotto la madre della ragazzina prima a intimare ai tre compagni di scuola di piantarla di con quello sberleffo, fino poi a denunciarli, colpisce che si sia messa in moto la macchina della giustizia in un iter così farraginoso e complesso da comportare ingenti costi per lo Stato al fine di stabilire se la pernacchia è o non è molestia.

Che poi la ragazzina avrà sicuramente patito una sofferenza a seguito di quella reiterata fastidiosa azione, ma non nei termini di una molestia, ed è quello che alla fine ha sentenziato la Corte di Cassazione che ha cassato con rinvio la sentenza della Corte di Appello che aveva confermato in secondo grado il “perdono giudiziale” disposto dal Tribunale per i minorenni, disponendo un nuovo processo in Corte di Appello. Motivazioni della sentenza?

La pernacchia non può considerarsi una forma di molestia perché manca il requisito dell’offensività. Finalmente dopo sei anni si è giunti a questa conclusione alla quale si è uniformata la Corte di appello che ha dichiarato l’estinzione del reato per irrilevanza penale del fatto.

Leggi anche...

- Advertisement -