(Presidio della polizia di Stato all'esterno del carcere di Secondigliano)

Emergenza carceri, ispezione dei garanti Ioia e Ciambriello: “Nessun caso conclamato, basta allarmismi e aspettiamo i tamponi”

di Luigi Nicolosi

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Dopo l’ondata di proteste consumatasi nella giornata di ieri, scoppia la tregua nelle carceri napoletane. La pax rischia però di essere di cristallo. All’indomani della notizia – rivelatasi subito destituita di qualsiasi fondamento – di due presunti casi di positività al Coronavirus all’interno del penitenziario di Secondigliano, questa mattina i garanti dei detenuti Ciambriello e Ioia si sono precipitati nella casa di reclusione per effettuare un’ispezione urgente: “Prima di dare falsi allarmi aspettiamo i risultati del tampone”, è stato il loro primo commento a caldo.

Il garante comunale dei detenuti, Pietro Ioia, e il garante regionale, Samuele Ciambriello, si sono recati presso l’istituto penitenziario di Secondigliano in seguito alla diffusione della notizia di un presunto caso di Coronavirus all’interno della struttura. Il detenuto, un uomo di mezza età ristretto nel reparto “S2”, ha accusato nella giornata di domenica brividi e febbre, sintomi che hanno portato la direzione sanitaria a disporne l’isolamento precauzionale e per il suo compagno di cella. Questa mattina il detenuto e il suo compagno sono stati sottoposti dagli operatori dell’Asl al test del tampone, i cui risultati saranno noti nelle prossime ore. I due garanti si uniscono nel biasimare quella parte della stampa locale che nei giorni scorsi ha fomentato la paura comunicando informazioni assolutamente false a proposito della situazione sanitaria all’interno della struttura carceraria.

Da quanto emerso dal colloquio avuto con le due vice direttrici, le dottoresse Nannola e Masi, da Secondigliano, che conta al momento circa 1.200 reclusi, sono usciti 160 detenuti semiliberi, ai quali la Sorveglianza ha concesso la licenza fino a maggio. Con rammarico i garanti riportano che solo poche decine di detenuti avranno la possibilità di beneficiare della detenzione domiciliare prevista dal decreto legge “Cura Italia”, misura “evidentemente insufficiente ai fini della riduzione del sovraffollamento in questo periodo di emergenza sanitaria. È di fondamentale importanza – affermano Ioia e Ciambriello – comunicare all’esterno che gli operatori tutti, e in maniera particolare la direttrice Giulia Russo, sono impegnati in maniera continuativa per implementare i protocolli Asl e per monitorare al meglio la situazione. Anche a Secondigliano è stata allestita una tenda dedicata alle operazioni di triage per i nuovi giunti e la direzione ha provveduto a riconvertire il padiglione dei detenuti semiliberi (i quali al momento si trovano presso le proprie abitazioni) in padiglione Covid-19 per ospitare eventuali futuri casi di contagio accertati. L’istituto ha poi avviato un virtuoso progetto sartoriale volto alla produzione di mascherine in tessuto destinate in questa prima fase agli operatori nonché ai detenuti lavoranti”. La task force è già partita. L’imperativo è quello di scongiurare eventuali nuove rivolte e soprattutto eventuali emergenze sanitarie.