mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Torna a Napoli una scultura rubata più di 40 anni fa

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Ieri mattina il tenente colonnello Nicola Candido, comandante del Reparto operativo Carabinieri Tutela patrimonio culturale, alla presenza dell’architetto Luciano Garella, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli, del professore Riccardo Naldi, dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e della dottoressa Luciana Festa, dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, ha restituito alla Chiesa di “San Giovanni a Carbonara” di Napoli, una preziosa scultura del XVI secolo, dell’artista Girolamo Santacroce, raffigurante l’omonimo “Santo”, rubata nel 1977, dalla parete frontale della cappella, edificata da Galeazzo Caracciolo di Vico nel 1516, potente rappresentante del Sedil Capuano.

La Chiesa di “San Giovanni a Carbonara” di Napoli

Le investigazioni dei militari della Sezione Antiquariato del Reparto operativo Tpc sono iniziate nel 2015, quando nel corso del consueto monitoraggio delle attività commerciali di settore, l’attenzione degli investigatori si era concentrata sulla notizia di un soggetto della provincia di Lucca che, pur non risultando essere né un antiquario né un collezionista, aveva proposto in vendita, presso il noto mercato antiquariale di Montpellier in Francia, un’importante scultura proveniente dall’Italia. La successiva comparazione della fotografia dell’opera messa in vendita, con quelle contenute nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Tpc, ha permesso di individuare una possibile correlazione con quella realizzata da Girolamo Santacroce, trafugata nel 1977 dalla chiesa napoletana, anche se con misure difformi rispetto a quanto riportato in denuncia.

I conseguenti approfondimenti finalizzati ad accertare l’esatta corrispondenza della statua, eseguiti sia attraverso rilievi tecnici nel sito di trafugamento, sia presso gli archivi storici hanno permesso di appurare, con assoluta certezza, che si trattava effettivamente della scultura rubata negli anni Settanta. Sulla base di questi riscontri, le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Roma dottoressa Tiziana Cugini, hanno consentito di localizzare, anche tramite la cooperazione Interpol, l’opera e di accertare la buona fede dell’ultimo detentore, un antiquario belga, il quale, appresa la provenienza illecita dell’opera, ne ha permesso la restituzione, nel dicembre 2016, a Bruxelles, presso l’Ambasciata d’Italia, in favore dello Stato italiano. Prima di essere riconsegnata alla chiesa napoletana, la scultura è stata sottoposta ad una serie di interventi conservativi dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, per sanare almeno in parte i segni delle peripezie subite negli oltre 40 anni del suo trafugamento.Riproduzione Riservata

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