lunedì, Gennaio 24, 2022
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Scosse nei Campi Flegrei: colpa della colonna di gas

Nei giorni scorsi sono stati registrati 35 eventi sismici nell’area di Pozzuoli, la maggior parte avvertiti dai residenti: non è la prima e non sarà l’ultima volta che accade.

La notte tra lunedì e martedì a Pozzuoli e in tutta l’area dei Campi Flegrei sono stati registrati 35 eventi sismici, la maggior parte dei quali avvertiti dai residenti, cominciati alle 23,18 del 31 maggio con una magnitudo compresa tra 0,4 ed 1,8 della scala Richter. Lo sciame più intenso, come recita una nota dell’Osservatorio Vesuviano e diramata in mattinata, è stato costituito da 13 scosse nell’arco di circa un’ora tutte di magnitudo pari o superiore ad 1.0. Secondo i rilievi dell’Osservatorio Vesuviano, i due eventi più forti sono stati registrati alle 23.32 di magnitudo 1.8 a 1.280 metri di profondità e alle 23.38 di magnitudo, 1.7 a 1.410 metri di profondità, con epicentro tra le aree di Cigliano e gli Astroni.

Non è la prima volta e, di certo, non sarà l’ultima in cui si verificano episodi simili dell’area flegrea, dietro i quali, secondo lo studio ‘Hydrothermal pressure-temperature control on CO2 emissions and seismicity at Campi Flegrei‘, di nuova pubblicazione di “ScienzeDirect”, firmato da 13 ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica e geovulcanologia, ci sarebbe una colonna di gas, alta 2mila metri (il doppio del Vesuvio) che risale da 2 km fino a 300 metri dalla superficie.

Usando considerazioni sul bilancio di massa (vapore), nel documento, che si basa su osservazioni recenti (2010-2020), viene mostrato come la pressurizzazione idrotermale stia causando il trasferimento di energia dai fluidi alle rocce ospiti, innescando quei terremoti di bassa magnitudo all’interno di un volume sismogenetico contenente il sistema idrotermale. Questo meccanismo è probabilmente comune anche ad altre caldere mondiali in uno stato di attività idrotermale simile.

Purtroppo la difficoltà di accesso all’area, soprattutto quella all’interno della Solfatara, zona posta sotto sequestro dopo la morte dei tre turisti nel settembre 2017, non ha consentito ulteriori studi più approfonditi che possano portare a scoprire maggiori dettagli circa l’origine della enorme colonna di gas.

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