domenica, Dicembre 5, 2021
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Vendevano carburante a società fantasma: scoperta «frode carosello» a Napoli e Trieste

Al centro della maxi evasione, che ha portato a un sequestro da 53 milioni di euro, una nota società campana operante nel commercio di prodotti petroliferi.

La Guardia di Finanza di Napoli e Trieste ha sequestrato beni del valore di oltre 53 milioni di euro a cinque persone: l’accusa è di frode fiscale nel settore della commercializzazione i carburanti per autotrazione. Secondo le indagini, al centro della vicenda di sarebbe la nota società campana operante nel commercio di prodotti petroliferi, la Petrolifera Italiana S.r.l., che avrebbe effettuato cessioni fittizie di carburante a società fantasma per oltre 146 milioni di euro. Il che avrebbe portato a una evasione dell’Imposta sul Valore Aggiunto per circa 33 milioni di euro. Le Fiamme gialle hanno anche accertato come nell’anno di imposta in questione, non risulti essere stata presentata alcuna dichiarazione dei redditi, il che ha portato a una evasione dell’Ires per quasi 20 milioni di euro.

Secondo la ricostruzione, le società fantasma, essendosi dichiarate “esportatori abituali”, potevano acquistare i prodotti venduti in maniera fittizia senza applicazione dell’Iva. Che, però, veniva applicata, ma non versata all’Erario, al momento di rivendere quegli stessi prodotti al cliente finale. La cosiddetta “frode carosello”.

La Petrolifera Italiana srl, risulta essere tra i maggiori fornitori dell’imprenditore Giuseppe Paparo, soprannominato “l’emiro del Vesuvio”, coinvolto in un’altra maxi frode, a seguito della quale, lo scorso ottobre, la Guardia di finanza ha sequestrato 10 milioni di euro.

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