sabato, Agosto 13, 2022
HomeInchieste e storia della camorraIl droga-market del clan Contini: sconti ai «clienti» di «riguardo»

Il droga-market del clan Contini: sconti ai «clienti» di «riguardo»

di Giancarlo Tommasone

Il blitz è scattato una settimana fa e ha prodotto una quarantina di arresti, assestando un duro colpo al clan Lo Russo, organizzazione che fa di Miano il proprio quartier generale. La droga resta al centro dell’attività del sodalizio, perché rappresenta l’affare principe, quello che porta nelle casse della cosca dei «Capitoni» un volume di introiti da capogiro.

Ciononostante capita pure che i boss siano attenti ai conti della «famiglia» e quando acquistano partite di stupefacenti, lo facciano quasi con l’attenzione al risparmio propria della massaia che deve arrivare alla fine del mese.

Perché una cosa è comprare a 36.500 euro al chilo, un’altra risparmiare 4.500 euro sull’acquisto della stessa quantità di cocaina. Ne è dimostrazione quanto il collaboratore Carlo Lo Russo, una volta ai vertici dell’omonima organizzazione malavitosa ed ora dispensatore di segreti, spiega tramite una lettera indirizzata ai giudici che da mesi ne raccolgono le dichiarazioni. Al centro della vicenda il pagamento di una partita di droga, cinque chili di erba, che Lo Russo non è certo sia stato effettuato.

Carlo Lo Russo, capoclan ora pentito di Miano (stylo24)
Carlo Lo Russo, capoclan ora pentito di Miano (stylo24)

I soldi sarebbero dovuti andare ai Contini, rappresentati ad Ettore Bosti di Nunzio, cugino di Ettore ‘o Russo (figlio di Patrizio). «Confermo però – dichiara Lo Russo – di avere acquistato in diverse occasioni partite di droga da Ettore e da Peppe (quest’ultimo viene presentato a Lo Russo come cugino di Ettore Bosti di Nunzio). Quando sono stato scarcerato Ettore ha iniziato a darmi 2.000 euro in occasione di ogni viaggio che faceva in Olanda per i rifornimenti di droga, erba ed in un paio di occasioni anche cocaina.

Il boss Edoardo Contini

Ne abbiamo parlato anche in casa io e mio figlio Enzo di queste puntate di cocaina che abbiamo fatto con loro». Per la cocaina Carlo Lo Russo dichiara di essersi affidato ai presunti trafficanti dei Contini, perché da loro la pagava solo «32.000 euro al chilo, era un prezzo di favore che ci facevano. Considerate che Salvatore Miraglia e Damiano Pecorelli me la davano a 36.500… In due occasioni Ettore e Peppe mi hanno rifornito di cocaina al prezzo di 32.000 euro al chilo, per forniture di un chilo alla volta».

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