caldoro
Stefano Caldoro, ex presidente della Regione Campania

Il tavolo del programma del candidato di centrodestra ripropone ancora gli ex assessori Caterina Miraglia e Sergio Vetrella. Allora la sconfitta del 2015 non ha insegnato nulla?

Qualcuno scongeli Stefano Caldoro, criogenizzato politicamente nel 2010. Già la sua candidatura, dopo la sconfitta nel 2015 contro Vincenzo De Luca, è sinonimo di debolezza politica, ma riproporre – come lui ha fatto – agli elettori di centrodestra un pezzo della sua (non brillantissima giunta) è davvero troppo.

Il tavolo del programma di Caldoro vede, infatti, la partecipazione di due ex assessori non certo memorabili di quegli anni: la onnipresente Caterina Miraglia (già bocciata alla Camera dei deputati nel collegio altoborghese di Chiaia-Posillipo) e Sergio Vetrella. La prima fu assessora alla Cultura e alla Ricerca scientifica; il secondo ai Trasporti. Politicamente parlando, due tra i tanti fallimenti di gestione della giunta Caldoro.

ad

Che valore ha riproporli oggi come “esperti” del candidato governatore? Che cosa possono offrire, nel 2020, come idee, progetti, proposte e passione in più rispetto a ciò che avrebbero potuto fare, e non hanno fatto, dieci anni fa?

Dobbiamo quindi immaginare che la sconfitta del 2015 non abbia insegnato proprio nulla a Caldoro.