Silvana Esposito con il marito Raffaele e il figlio Antonio

di Giancarlo Tommasone

“Il Papa e il Presidente Mattarella sono sordi rispetto a quanto è capitato alla mia famiglia”, dichiara Silvana Esposito a Stylo24. E’ lo sfogo di un madre, di una moglie che da 75 giorni non ha più notizie dei suoi cari.

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“Mi sento abbandonata dalle istituzioni, credo solo in Dio, ma non ho alcuna speranza che il Santo Padre si occupi del caso anche con un appello (per i tre scomparsi in Messico)”, afferma la donna.

I tre napoletani scomparsi in Messico

E’ dal 31 gennaio scorso che non si hanno più notizie del marito di Silvana, Raffaele Russo, di suo figlio Antonio e di suo nipote Vincenzo Cimmino. Sono i tre napoletani ‘inghiottiti’ dal buio e dal silenzio di Tecalitlan, città dello Stato di Jalisco, tra i più pericolosi e maggiormente sottoposti al giogo della criminalità organizzata, in Messico. Una vicenda che si fa ogni giorno più complessa, perché più passa il tempo, più si corre il rischio che si spengano i riflettori sul caso.

Il caso all’attenzione del Parlamento europeo

Per questo motivo l’avvocato che assiste le famiglie dei nostri connazionali, Claudio Falleti, la scorsa settimana è stato a Bruxelles e nella giornata di domani volerà a Strasburgo, per una conferenza stampa a cui dovrebbe partecipare anche l’europarlamentare Andrea Cozzolino. Si annuncerà la discussione del caso che avverrà durante l’assemblea plenaria di mercoledì presso la sede del Parlamento europeo. Dal punto di vista delle indagini, la situazione è ferma, immersa nel silenzio e cristallizzata alle evoluzioni di diverse settimane fa.

Una foto tratta da Facebook dei tre – zio, figlio e nipote – a cena in Messico

“Continuiamo a invocare l’intervento di investigatori italiani sul posto – spiega a Stylo24 l’avvocato Falleti – come si è fatto in altre circostanze che hanno avuto come protagonisti, loro malgrado, italiani all’estero. I nostri tre connazionali non sono cittadini di serie B. Voglio solo ribadire che nonostante la nostra richiesta di interessamento al caso rivolta alle segreterie del Quirinale e del Vaticano, non abbiamo avuto la minima risposta, nemmeno di vicinanza né dal Presidente della Repubblica Mattarella, né dal Pontefice. Comprendiamo che in Italia adesso si è alle prese con la formazione del nuovo Governo, perciò facciamo affidamento almeno sul Papa. Un appello di Bergoglio, tra l’altro sudamericano, potrebbe essere ascoltato in uno Stato profondamente cattolico come quello messicano”.

Il Presidente Mattarella e Papa Francesco

La ricompensa di 2 milioni di pesos e la speculazione dei soliti ‘sciacalli’

Il silenzio nel frattempo continua, intervallato soltanto da alcune telefonate giunte all’indirizzo delle famiglie dei tre scomparsi, dopo la decisione di offrire una ricompensa di due milioni di pesos (circa 90mila euro) per chi fosse i grado di fornire notizie per il ritrovamento dei nostri connazionali. Al momento non sarebbero stati sortiti gli effetti sperati. E come spesso capita in casi del genere ci sarebbero state anche chiamate di chi vuole speculare, senza fornire alcun elemento utile per aiutare le indagini.

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