I tre napoletani scomparsi in Messico

Non si hanno più notizie da due anni

L’avvocato Claudio Falleti tiene, prima di tutto, a sottolineare che le famiglie dei tre scomparsi in Messico, non hanno perso le speranza di riabbracciare i loro cari, di cui proprio oggi, da due anni, non si hanno più notizie. «Quasi ogni giorno si registrano notizie di ritrovamenti di fosse comuni in Messico ma la famiglia non perde la speranza di ritrovare in vita i propri congiunti». E’ quanto dichiara all’agenzia Ansa, il legale delle famiglie dei tre napoletani comparsi in Messico esattamente due anni fa; è così che commenta la notizia del ritrovamento di una fossa comune contenente 29 corpi sui quali sarebbero in corso le prove del Dna. Proprio oggi cade il secondo anniversario della scomparsa di Raffaele Russo, del figlio Antonio Russo e del nipote (di Raffaele) Vincenzo Cimmino, prelevati e venduti ai narcos dalla polizia locale di Tecalitlan. Il processo di primo grado in Messico sta andando avanti e 4 poliziotti sono detenuti in carcere in attesa «di una condanna definitiva», dice l’avvocato Falleti. Ciononostante il legale delle famiglie Russo e Cimmino si dice «insoddisfatto dell’esito delle indagini e di come si siano compiute: è importante attribuire una responsabilità penale e condannare gli autori materiali della consegna ma a noi interessa conoscere dove si trovino Raffaele, Antonio e Vincenzo».

La cronistoria di una odissea

Nel luglio 2018 è stato arrestato el Quince, ritenuto capo del cartello Jalisco Nueva Generacion, un evento, ricorda Falleti, «rappresentato in maniera altisonante dai media messicani, con articoli e conferenze stampa televisive nei più importanti notiziari. Grazie al ricorso che abbiamo presentato all’Onu, il governo messicano ha comunicato al legale il coinvolgimento di Josè Guadalupe Rodriguez, soprannominato el Quince, ma nessuna azione successiva è stata svolta per determinarne la responsabilità penale. Siamo anche delusi dai rappresentati del nostro governo che si sono succeduti nel corso di questi due anni in quanto ci sia aspettava – e tutt’oggi si aspetta – una maggiore pressione nei confronti del Governo messicano per scoprire la verità».

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L’avvocato Falleti:
nessuna parola
di solidarietà da parte
del Presidente della Repubblica

«Abbiamo atteso anche qualche invito per una parola di solidarietà da parte del Presidente della Repubblica – aggiunge l’avvocato delle famiglie – che non è mai arrivato, e ci chiediamo quali sia il parametro che venga utilizzato al Quirinale nel decidere di ricevere Giovanni Rana, qualche calciatore, ed escludere le famiglie Russo e Cimmino pensando che facciano parte di una categoria di cittadini italiani nei confronti dei quali forse non è importante esprimere un messaggio di vicinanza dello Stato in un momento di grande sofferenza». «Ad ogni buon conto – conclude l’avvocato Falleti – proseguiamo per la nostra strada lottando quotidianamente per arrivare alla verità ed aspettando magari un invito da parte del ministro degli Esteri in persona (campano anch’egli), come già fece Alfano suo tempo, per poter rappresentare personalmente la vicenda e continuare a sentire la vicinanza delle istituzioni, perché non esistono cittadini di serie A di serie B».