Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico
Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico

Che cosa abbia prodotto, suggerito, proposto, avanzato, in consiglio comunale, il sciur Matteo Brambilla in questi lunghi mesi all’opposizione a Giggino non si sa. O meglio, si sa: poco o niente. Il consigliere comunale, a dispetto della provenienza (penta)stellata, brilla tutt’altro che per capacità di comunicazione e dialettica, nonostante de Magistris offra un ampio ventaglio di spunti su cui intervenire.

Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico
Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico

Si è fatto mettere in scacco matto da subito dal sindaco alle elezioni amministrative, e col tempo si è scavato la fossa (politica) da solo. È un fantasma, in Assise. Come Casper, lo spettro dei cartoni animati. A cui Brambilla assomiglia pure un po’ con quella sua aria trasognata.

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Nessuna idea seria sulla città, nessun programma alternativo a quello (rabberciato) degli arancioni, nessuna azione concreta di contrasto all’azione di Palazzo San Giacomo. Appeal su stampa e tv prossimo allo zero. Né lui si è sforzato più di tanto di conquistare simpatie o consensi che pure dovrebbero servire in vista della Grande Battaglia delle Politiche dell’anno prossimo. Il sciur Brambilla non ha nemmeno fatto una tirata d’orecchi al consigliere metropolitano del M5S Danilo Cascone che, allineatosi subito all’andazzo di Forza Italia e Pd, mica ha rinunciato all’idea di avere pure lui uno staffista ma si è solo limitato ad affermare che lo sceglierà con un bando pubblico. Brambilla, in qualità di capogruppo a Napoli, dovrebbe avere un peso politico all’interno del Movimento. Dovrebbe.