“L’aver lasciato senza trasporto pubblico centinaia di migliaia di cittadini, con il ricorso al blocco notturno del deposito della linea 1, l’occupazione dei binari, il sabotaggio degli stessi con la collocazione di pietre sulle rotaie e con il blocco contemporaneo dei quattro depositi dei bus di Anm, e’ un’azione organizzata per finalita’ del tutto lontane e completamente estranee dalle ragioni di una legittima protesta di lavoratori”. Gli assessori comunali di Napoli al Trasporto, Mario Calabrese, e al Lavoro, Enrico Panini, affidano a una nota la loro ricostruzione della vertenza con la Samir che ha portato oggi alla paralisi del trasporto pubblico nel capoluogo Campano. “Che poi si tratti di un’iniziativa spontanea, ovviamente, lo lasciamo al libro delle favole – scrivono – la situazione e’ riassumibile in poche righe. Contrattualmente il pagamento delle retribuzioni di una mensilita’ – per i lavoratori del comparto servizi – puo’ essere legittimamente effettuato entro la meta’ del mese successivo”.

Il Comune: “Storia che non puo’ finire a tarallucci e vino”

“Nel caso della retribuzione del mese di gennaio, l’azienda Anm ha dichiarato in sede di Prefettura meno di 24 ore fa: che avrebbe pagato subito 600.000 euro, sui 700.000 necessari all’azienda Samir per corrispondere le retribuzioni del mese di gennaio; la parte rimanente sarebbe stata versata non appena rendicontate le attivita’ effettivamente svolte; infine e’ stato chiarito ulteriormente che, essendo Anm in procedura concordataria, alcuni passaggi dipendevano non da volonta’ politica o da problemi economici, quanto dalla procedura avviata. L’azienda Samir ha dichiarato in sede prefettizia di accettare queste condizioni. Pertanto che in questa situazione e senza il benche’ minimo rischio per le retribuzioni, il giorno 24 gennaio, si lascino a piedi centinaia di migliaia di cittadini e’ un atto di gravissima irresponsabilita’ che non puo’ finire a “tarallucci e vino” ne’ puo’ portare a soluzioni estemporanee sempre giustificate da problemi di ordine pubblico che non farebbero che legittimare azioni che appartengono al codice penale e non al codice sindacale”.

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