Lo sciopero selvaggio messo a segno lo scorso mercoledì e che ha letteralmente bloccato i trasporti su ferro e su gomma e paralizzato Napoli, potrebbe avere conseguenze serie per i manifestanti. All’origine della mobilitazione degli addetti alle pulizie della Samir, ditta che si occupa del servizio per l’Anm, il mancato pagamento degli stipendi. I lavoratori hanno occupato per sette ore stazioni della metro della Linea 1 e i depositi dei pullman, impedendo che mezzi e autisti uscissero per effettuare il servizio. Un altro sciopero sarebbe dovuto andare in scena martedì prossimo, ma nelle scorse ore, è arrivato l’annuncio della revoca da parte della Prefettura. La decisione è maturata dopo una riunione convocata dal prefetto Carmela Pagano.
“La Confederazione unitaria di base – è scritto nella nota – con dichiarazione a verbale cui ha aderito anche l’Unione sindacale di base, ha differito ‘sine die’ lo sciopero, alla luce della liquidazione, da parte di Anm, delle prestazioni rese nel corrente mese di gennaio dall’azienda Samir e della posizione assunta da quest’ultima, che ha dichiarato come la procedura di licenziamento collettivo avviata si riferisca solo ed esclusivamente alla scadenza del contratto in proroga fino al 31/03/2018 per le 337 unità impiegate nell’appalto Anm”. Se una questione sembra essersi risolta, ce n’è invece un’altra tuttora aperta. Lo sciopero selvaggio dei dipendenti Samir, quello di mercoledì mattina, è finito infatti sotto la lente dell’Authority.
La Commissione nazionale di garanzia sugli scioperi ha aperto un’istruttoria sulla rivolta dei lavoratori dell’indotto. Si prefigurano dunque sanzioni per i dipendenti che si sono rifiutati di effettuare il proprio servizio. Sulla vicenda si era espresso anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che aveva bollato l’azione come irresponsabile e criminale, tutt’altro dunque che sindacale e legittima.