La sede del ministero dell'Interno a Roma

Sono sette i Comuni campani (tre della provincia di Napoli, 4 di quella casertana) citati nel Rapporto di Avviso Pubblico, per essere interessati da tre scioglimenti per infiltrazioni malavitose, negli ultimi 28 anni. Dal 1991 ad oggi sono 62 le amministrazioni locali colpite da più di un decreto di scioglimento per infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata. E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Avviso Pubblico «Lo scioglimento dei Comuni per mafia. Analisi e proposte», presentato oggi a Roma. Di queste 62 amministrazioni, 45 hanno subito due scioglimenti, mentre 17 ne hanno subiti ben tre.

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Si tratta dei Comuni di Arzano (sciolto nel 2008, 2015 e 2019); Briatico (2003, 2012, 2018); Casal di Principe (1991, 1996, 2012); Casapesenna (1991, 1996, 2012); Gioia Tauro (1993, 2008, 2017); Grazzanise (1992, 1998, 2013); Lamezia Terme (1991, 2002, 2017, quest’ultimo poi annullato); Marano di Napoli (1991, 2004, poi annullato, 2016); Melito di Porto Salvo (1991, 1996, 2013); Misilmeri (1992, 2003, 2012); Nicotera (2005, 2010, 2016); Platì (2006, 2012, 2018); Roccaforte del Greco (1996, 2003, 2011); San Cipriano d’Aversa (1992, 2008, poi annullato, 2012); San Ferdinando (1992, 2009, 2014); San Gennaro Vesuviano (2001, 2006, poi annullato, 2018); Taurianova (1991, 2009, 2013).