Ladri in azione nella postazione di via Pietravalle: “Rischiamo un’escalation di nuove violenze”

di Luigi Nicolosi

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La guerra tra poveri è sempre più dietro l’angolo. Con il Paese ormai piombato in piena emergenza coronavirus ecco che iniziano a diventare sempre più frequenti gli episodi di furti, rapine e aggressioni. Uno stato di costante tensione al quale non sembra purtroppo sottrarsi neppure la città di Napoli. Nel mirino, neanche a dirlo, finiscono soprattutto le poche attività commerciali rimaste ancora aperte al pubblico e gli operatori del settore sanitario. Proprio in questo clima torbido e inquietante ieri sera qualcuno si è introdotto nella postazione del 118 di via Pieatravalle, nella zona ospedaliera, con l’unico obiettivo di portare via le mascherine custodite al suo interno. I malviventi, dopo aver forzato la porta di ingresso, non hanno infatti portato via null’altro, neppure gli effetti personali dell’autista e dell’infermiere di turno.

Un episodio inquietante, che la dice lunga su quale sia l’aria che in questo momento di respira in città. A denunciare la vicenda è ancora una volta l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, presieduta da Manuel Ruggiero. Stando a una prima ricostruzione della vicenda, dieci minuti dopo la mezzanotte di ieri qualcuno si è introdotto nella postazione di via Pietravalle mentre gli operatori si erano allontanati con il mezzo di soccorso per effettuare l’ennesimo intervento della giornata. Al rientro ecco l’amarissima sorpresa: qualcuno, dopo aver forzato e danneggiato le porte di ingresso, aveva rubato le quattro mascherine di tipo ffp2 in dotazione per i casi sospetti di Covid-19. Gli effetti personali degli operatori erano invece rimasti al proprio posto. Tradotto, il balordo che è entrato in azione puntava esclusivamente alle mascherine, certo che in quel posto sarebbe riuscito a trovarle. 

Un episodio inquietante, che rischia purtroppo di essere il primo di una lunga serie: “Ad oggi – spiega il dottor Ruggiero – l’Asl ci fornisce una dotazione minima, di circa tre o quattro mascherine, che a ogni intervento viene rimpiazzata. L’obiettivo è quello di evitare sprechi, ma da parte dell’utenza persiste una forte difficoltà a capire le nostre condizioni di lavoro. Di continuo, anche quando attraversiamo in ambulanza la città, ci vengono chiesti tamponi e mascherine che noi non possiamo in alcun modo fornire. Parliamoci chiaro, da questo stato di cose rischiano presto di innescarsi ulteriori aggressività nei confronti del personale sanitario”.