Al lavoro per contrastare il fenomeno del furto dei reperti. Un modello pilota da mettere in campo contro il saccheggio dei siti archeologici e il traffico dei reperti e opere d’arte, è l’obbiettivo alla base dalla collaborazione istituzionale tra il Parco archeologico di Pompei e la Procura di Torre Annunziata. Già avviata con successo da tempo, la pratica sarà formalizzata con la firma di un protocollo d’intesa tra i due enti.

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Giovedì prossimo, alle 13 presso la sede della Procura oplontina, il procuratore facente funzioni, Pierpaolo Filippelli, e il direttore generale del Parco archeologico, Massimo Osanna, firmeranno il protocollo e illustreranno i vari punti e gli impegni reciproci.