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Numeri da record per le visite al percorso sotterraneo del Teatro antico di Ercolano. Nella prima domenica di apertura si è registrato il sold out sui tre turni organizzati dal Parco archeologico che ha consentito a gruppi e a singoli di ammirare un luogo unico e suggestivo, in cui sono presenti, oltre ai resti dell’antico edificio, reperti, graffiti lasciati nei secoli dai visitatori.

A partire da ieri e per tutte le domeniche,
il percorso di visita al Teatro antico
sarà aperto in maniera permanente al pubblico

A circa venti anni dalla chiusura, il sito monumentale dopo lavori di messa in sicurezza è stato aperto ai visitatori già l’estate scorsa, in via sperimentale, in alcune giornate da giugno ad ottobre. Sepolto dall’eruzione del 79 d.C., fu il primo monumento a essere scoperto nei siti vesuviani colpiti dal cataclisma. Fin dalla sua scoperta, suscitò grande interesse, nel corso del Settecento e dell’Ottocento, da parte dei colti viaggiatori che giungevano a Napoli da ogni parte d’Europa e diventò una tappa del Grand Tour.

La riapertura del teatro cade a otto giorni dalla Settimana dei Musei, durante la quale – secondo fonti del Parco archeologico – il sito dell’antica Herculaneum ha registrato un aumento di visitatori di + 1/3 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Nel 2018, dal 1 al 13 marzo,
i biglietti emessi sono stati 12.186;
nel 2019, nello stesso arco temporale,
si sono registrati 17.073 ingressi

Un buon risultato dovuto anche alle iniziative di restauro dal vivo messe in campo il 5 marzo, giorno di Carnevale, e al laboratorio di oreficeria sul processo di lavorazione artigianale di gioielli moderni ispirati agli esemplari antichi esposti in mostra e svoltosi l’8 marzo, Festa internazionale della Donna. «La Settimana dei musei ad Ercolano ha calibrato l’offerta in base alle festività e celebrazioni che cadevano in quei giorni e questo ha permesso di interessare un pubblico ancora più vasto e diversificato, permettendo di catturare l’interesse di ciascuno», ha detto il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano.

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