La 48enne casertana aveva anche falsificato il proprio titolo di studio e non devolveva emolumenti

Si sarebbe appropriata di 445mila euro di fondi pubblici destinati alle scuole che gestiva come dirigente amministrativo. È l’accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere all’ex direttore amministrativo dell’istituto comprensivo “Collecini-Giovanni XXIII” di Caserta, Antonella Pascarella, 48 anni, cui la Polizia di Stato ha sequestrato beni, somme di danaro, rapporti finanziari e una quota del trattamento di fine rapporto per il valore corrispondente al presunto ammanco.

Sono stati gli uomini della Digos della Questura di Caserta, guidati da Enzo Vitale, a realizzare le indagini e ad effettuare i sequestri su ordine del Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, cui si era rivolta la Procura. Per gli inquirenti coordinati dal Procuratore Maria Antonietta Troncone, la Pascarella – indagata per peculato e falso in atto pubblico – si sarebbe appropriata, dal 2010 al 2019, periodo in cui ha lavorato in alcune scuole del Casertano, di 445mila di fondi destinati alla gestione ordinaria e ai progetti scolastici; lo avrebbe fatto da una posizione “privilegiata”, ossia in qualità di dirigente amministrativo, e dunque di responsabile delle casse delle scuole dove si sarebbero realizzati gli ammanchi.

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La condotta illecita sarebbe cessata solo nell’agosto 2019, quando la Pascarella lasciò la guida dell’istituto comprensivo del capoluogo, la scuola “Collecini-Giovanni XXIII”; la funzionaria, all’epoca già indagata, fu prima sospesa e poi licenziata dal Miur.

Dalle indagini è anche emerso che la 48enne avrebbe falsificato il titolo di studio necessario per poter accedere all’incarico di direttore amministrativo, scavalcando colleghi che invece ne erano in possesso. Gli inquirenti hanno anche accertato, a carico della Pascarella, un presunto danno erariale di 200mila euro, per emolumenti non dovuti.

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