martedì, Novembre 29, 2022
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Le scarcerazioni dei boss e quel triste ricordo su Falcone

di Marcello Lala.

Avevo deciso ieri di non guardare la trasmissione di Massimo Giletti perché sapevo che c’era Feltri e per partito preso non volevo fare audience su un argomento che credo che non si debba enfatizzare visto che è quello che cercano i talk show e lo stesso Vittorio Feltri.

Ma facendo zapping mi sono imbattuto in un Clemente Mastella visibilmente turbato ed un Catello Maresca dalla faccia insolita. Al telefono in diretta che discuteva con il conduttore c’era Francesco Basentini capo del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) quello che amministra le carceri per intenderci.

La discussione animata tra il magistrato e Massimo Giletti verteva sulla scarcerazione di Pasquale Zagaria Boss Casalese fratello del più famoso Michele avvenuta per un “disguido” tra il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ed il DAP stesso.

Marcello Lala

Ora non voglio assolutamente entrare nel merito della questione e delle responsabilità che saranno altri a giudicare ma quello che mi ha colpito è stato che quando la discussione si è fatta animata tra Catello Maresca ovvero colui che ogni giorno rischia la vita per aver fatto arrestare gente come i Zagaria appunto, il clan dei ragazzini del centro di Napoli, Antonio Iovine altro boss Casalese etc etc etc e tal dott. Francesco Basentini famoso per aver provocato le dimissioni dell’allora Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi per aver indagato il fidanzato della Ministra per l’inchiesta sull’estrazione del petrolio in Basilicata e la connessione sui tumori in zona (da molti considerata una inchiesta politica) , dicevo quando la discussione si è fatta animata tra i due sulla scarcerazione di Zagaria e di altri boss mafiosi come Raffaele Cutolo, beh io ho visto in televisione immagini che credevo di non dovere vedere mai più.

Innanzitutto il contrasto tra la calma della risposta del burocrate Francesco Basentini ovvero una flemma tipica degli impiegati della burocrazia statale che cercava di giustificare negligenze ed inefficienze gravi da parte dell’amministrazione scaricando la colpa sui magistrati, e la passione e la rabbia di Catello Maresca che sapeva benissimo che quella scarcerazione era frutto di una negligenza di una sciatteria che sappiamo tutti essere tipica di alcuni uffici dello Stato ed in particolare della amministrazione giudiziaria e poi la scena dove il potente capo del DAP, voluto con forza dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per una forte vicinanza al Movimento 5S , sollecita Catello Maresca dicendo che era il caso che studiasse le leggi. E’ proprio a quel punto che la faccia di Catello Maresca mi è sembrata la stessa faccia che qualche decina di anni fa vidi , sbigottita, attonita e delusa, alla trasmissione Maurizio Costanzo show di un Giovanni Falcone attaccato dai suoi stessi colleghi e dall’allora sindaco (lo è ancora oggi) di Palermo Leoluca Orlando.

Credevo di non rivedere più quelle scene, credevo che la lezione fosse bastata dopo la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Credevo che magistrati come Catello Maresca da sempre in prima linea e non per motivi ideologici o politici ma solo per prendere i veri delinquenti fossero davvero trattati con rispetto dai loro stessi colleghi.

No, siamo ancora l’Italia di 20 anni fa anzi con tutto quello che ho visto ieri e che continuo a vedere oggi siamo purtroppo in un’Italia peggiore e non solo sul fronte della giustizia.

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