Il porto di Napoli, nel riquadro Carmine Montescuro

L’operazione scattata contro sette clan

E’ tornato a casa, a Sant’Erasmo, il boss Carmine Montescuro, anche detto zì Menuzzo. L’ottantacinquenne, ritenuto a capo dell’omonimo sodalizio criminale, è stato scarcerato lo scorso venerdì per non meglio precisati motivi di salute. Era finito in cella insieme a un’altra ventina di persone nel corso dell’operazione che ha finalizzato l’inchiesta «Piccola Svizzera», condotta contro sette cosche napoletane. Montescuro è indicato da un numeroso stuolo di collaboratori di giustizia, come un malavitoso dall’elevato spessore criminale; i pentiti hanno sottolineato le sua capacità di mediatore tra i clan, e i contatti di primo piano che poteva vantare zì Menuzzo all’interno del porto di Napoli, dove, secondo i riscontri investigativi avrebbe avuto l’esclusiva sulle attività illecite. Era (ed è) considerato una sorta di «sindaco» (negativo) dello scalo marittimo partenopeo (gt).