giovedì, Luglio 7, 2022
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Soft diplomacy, Scaramella: «Situazione ucraina terribile dal punto di vista umanitario»

L’ex ministro della Difesa Trenta: ci avvertì della minaccia russa

Diplomazia informale ieri al Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’ Italia che ha ospitato un Workshop di Confindustria e Capri Campus, presieduto da Domenico Quirico ed organizzato dalla Prof. Elisabetta Trenta, già Ministro della Difesa, incentrato sulla minaccia strategica rappresentata dalla Russia e sulle iniziative industriali di adattamento.

Il Comandante Winter già a capo delle forze speciali americane Navy Seal, ha ricordato di aver dato l’allarme sulla necessità di intervenire nel Donbass, proprio con una intervista al giornale italiano La Verità, il giorno in cui da quel territorio ucraino i russi abbatterono con armi pesanti l’ aereo di linea della compagnia malese ed ha descritto il profilo della minaccia e le possibili risposte.

Pur non rappresentando formalmente la Difesa il seminario ha dato voce ed occasione di discussione agli esperti italiani ed americani che si occupano di ipersonico e di Intelligenza artificiale, ovvero delle due armi tecnologiche con cui la Federazione Russa sta minacciando il mondo.

Scaramella: la Russia ha rubato i segreti per la tecnologia ipersonica all’Italia ed all’Europa per costruire il «Satan II»

«La situazione ucraina è terribile dal punto di vista umanitario ma militarmente non ci preoccupa oltre la sua dimensione regionale e tattica», ha affermato il Dott. Mario Scaramella, docente del Master Marte sul contrasto al terrorismo e sulla sicurezza della Università di Bergamo e del Capri Campus, «il profilo della minaccia strategica è dato dallo sviluppo e schieramento di missili ipersonici Sarmat RS 28, o Satan II in codice NATO, che possono colpire a diecimila chilometri di distanza ed alla velocità quattrodici volte superiore a quella del suono qualsiasi obiettivo».

I rappresentanti delle articolazioni specialistiche di Confindustria per i servizi tecnologici innovativi e per lo spazio hanno descritto lo stato della industria italiana e la disponibilità ad adeguarsi alle esigenze di una nuova corsa allo spazio per fronteggiare la pressione di Mosca.

Le conoscenze in materia di ipersonico

Il tema che ha visti schierati gli analisti americani contro quelli europei è stato quello dell’aiuto fornito alla Russia nello sviluppo della tecnologia ipersonica «nel 2009 l’Agenzia Spaziale Europea ha affidato al Makeev Design Bureau russo la realizzazione di operazioni spaziali per sviluppare un know how nel campo ipersonico, per validare studi relativi alla termodinamica ed apparecchiature in condizioni di rientro nella atmosfera alla velocità di cinque chilometri al secondo» ricorda Scaramella che era stato condirettore proprio al Makeev della Iniziativa Spaziale Speciale «negli anni precedenti, fino a quando abbiamo potuto controllare questo tipo di collaborazione con Mosca, abbiamo sempre escluso di trasferire conoscenze in materia di ipersonico per esplicito divieto del Consigliere per gli affari tecnologici del Segretario di Stato americano, la cooperazione con il Makeev serviva ad evitare proliferazione di armi nucleari e missili strategici ma dopo il nostro ritiro dalla iniziativa, con gli accordi firmati nel 2009 dall’ESA a Frascati, la sinergia con Italia ed Europa ha portato il Makeev Design Bureau ad impossessarsi di segreti tecnologici ed a sviluppare il missile ipersonico che oggi minaccia il mondo intero».

La collaborazione fra Italia e Russia è rimasta a livello di studi

I rappresentati di Confindustria hanno potuto ricordare che la collaborazione fra Italia e Russia è rimasta a livello di studi sul rientro nella atmosfera nell’ ambito del programma EXPERT e non di vero e proprio accesso allo spazio e che la Russia offrì nel 2010 missili balistici lanciati da sottomarini nella zona del Kamchatka per effettuare esperimenti, ma la società Advanced Rockets Corporations di Los Angeles ha ribadito che la minaccia ipersonica russa è il pericolo maggiore a cui si risponde con lo sviluppo di sistemi ipersonici americani e con adeguamento logistico e finanziario alle nuove sfide.

E’ stato descritto lo scenario estremo plausibile ovvero quello che accadrebbe nel caso di conflitto strategico fra USA e Russia e le visualizzazioni degli effetti di attacchi contro obiettivi in Italia ed Europa ma anche in Nord America, Giappone, Australia ed addirittura le simulazioni per l’ Africa, oggi interessata dalla presenza di basi militari importanti.

La necessità di analisi della nuova strategia della difesa preventiva russa

La riunione ha ribadito la necessità di analisi della nuova strategia della difesa preventiva russa voluta dal Presidente Putin che teorizza attacchi aggressivi contro i paesi ostili con l’uso dei missili ipersonici e testate nucleari di grande potenza, guidate da sistemi di intelligenza artificiale e machine learning capaci cioè di scegliere l’ obiettivo finale in autonomia.

Gli aspetti legali ed economici legati alla nuova corsa tecnologica ed allo spazio sono stati affrontati dagli esperti che hanno discusso anche di sistemi di lancio italiani, di nuove stazioni spaziali (aziende italiane già partecipano alla logistica della ISS ed hanno riferito al proposito) e con i partners americani sono state proposte nuove forme di cooperazione, complicate dalle strette regole della ricerca militare «top secret», ma foriere di soluzioni alla attuale vulnerabilità occidentale verso la aggressione in corso.

Strumenti finanziari per il settore spaziale e tecnologico inclusa la block chain «ADASHE» sono stati descritti ed è stata evidenziata la necessità di promuovere studi e formazione per una nuova forma di «business administration», coerente con i tempi e le regole del nuovo mercato dei servizi innovativi e spaziali e con l’ economia di guerra, il Prof. Massimo Farina della Università di Cagliari ha proposto programmi di studio specifici al riguardo che possibilmente coinvolgeranno anche Confindustria ed i partner americani.

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