martedì, Agosto 9, 2022
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Vanella Grassi, superclan in frantumi: «I Grimaldi si sono mangiati i soldi, ora decidiamo noi»

Un’intercettazione svela gli attriti con il gruppo Angrisano che, dopo aver incassato un’estorsione da 1.200 euro, rilancia: «Qui non mettono piede»

di Luigi Nicolosi

Alleati, ma solo fino a un certo punto. All’interno del superclan che ha conquistato Scampia e Secondigliano qualcosa si era rotto o stava per farlo. Questioni di gelosie e suddivisioni degli affari criminali sul territorio, ma anche di leadership dei singoli. Sta di fatto che nell’inverno del 2017 i rapporti tra il gruppo capeggiato dal babyras Alessio Angrisano, e poi dal cugino Angelo, e quello diretto da Vincenzo Grimaldi “bombolone” erano ormai ridotti ai minimi termini. La singolare circostanza emerge da un’intercettazione registrata dalle forze dell’ordine nei minuti immediatamente successivi all’incasso di una maxi-tangente estorsiva: gli Angrisano, compiendo una vera e propria fuga in avanti, avevano infatti deciso di estromettere dall’affare i soci di San Pietro a Patierno.

Il retroscena emerge tra le pieghe delle oltre mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che quasi due mesi fa, con l’esecuzione di oltre trenta arresti, ha messo alle corde il potente clan della Vanella Grassi: «Per quello che riguarda il reato fine di estorsione – scrivono gli inquirenti – si rileva che i presenti in auto decidono di spartirsi, escludendo il gruppo di San Pietro a Patierno capeggiato da Vincenzo Grimaldi, la somma di 1.160 euro, sicuro provento di estorsione portata a compimento da Carmine Casaburi e Francesco Forte».

I dettagli della vicenda vengono dunque estrapolati dal colloquio che vede protagonisti Angelo Angrisano, reggente della cosca dopo la cattura di Alessio, e i suoi affiliati: «Ragazzi, qui stanno questi cosi, cosa dobbiamo fare? Come me li ha dati Carmine così stanno… Sei, otto, nove, dieci… Va bene, qualcosa si sono presi Carmine e Francesco perché non avevano soldi… sono 1.160 euro… aaa ho fatto comprare la PlayStation a Vincenzo. Dobbiamo fare 200 euro ciascuno come stiamo… io, tu (Luigi Di Natale), zio Peppe (Giuseppe Scarpellini)… o no Tano Tano (Gaetano Pocci)?»

Lampante la lettura che gli inquirenti della Dda di Napoli danno dell’episodio: «Evidentemente l’azione estorsiva è stata commessa in danno di un esercente presso il quale nessuno del gruppo Grimaldi osa recarsi». Tanto che lo stesso Angrisano, non sapendo che la sua auto è letteralmente tappezzata di microspie, afferma: «Eee non mandano a nessuno e ce li prendiamo sempre noi!». Pocci ribadisce quindi il concetto: «Eee ma quando esce che teniamo a che vedere, abbiamo comprato una PlayStation a un bambino!». Di Natale conclude quindi il discorso: «Ragazzi, qui si sono mangiati i soldi dei carcerati, stiamo parlando!».

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