(nelle foto il ras Guido Abbinante e il lotto P/Case dei Puffi di Scampia)

Gli scissionisti avrebbero rimesso in attività pusher, vedette e capipiazza nelle «Case dei Puffi», loro territorio di «competenza» camorristica.

di Luigi Nicolosi.

Gli “affari” non possono attendere. Tregua finita a Scampia, i narcos del clan Abbinante riattivano le basi di spaccio del lotto P di via Eugenio Colorni e mandano subito in fibrillazione gli investigatori che monitorano la camorra della periferia nord di Napoli. Dopo un periodo di relatività tranquillità, la storica famiglia al vertice della federazione scissionista avrebbe infatti rimesso in attività pusher, vedette e capipiazza. Il retroscena emerge dall’informativa di polizia giudiziaria allegata al verbale di arresto in flagranza di uno spacciatore bloccato due giorni fa, il terzo nel giro appena una settimana.

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Se tre indizi fanno una prova, dunque, qualcosa di grosso è tornato a muoversi all’ombra delle Vele di Scampia. Dal documento redatto dagli “007” di Napoli Nord emerge, in particolare, la ritrovata operatività del gruppo Abbinante. Gli scissionisti, infatti, da inizio febbraio avrebbero rimesso in moto le piazze di spaccio ricadenti sul territorio di propria “competenza”, vale a dire quelle delle famigerate “Case dei Puffi” di via Colorni. Gli uomini del “sistema”, stando agli elementi di indagine fin qui acquisiti, sarebbero tornati in auge con l’intento dichiarato di invadere il mercato di droghe pesanti, soprattutto crack ed eroina. Una circostanza, questa, che sembra essere ribadita del recentissimo arresto di Ottavio Ippolito, pluripregiudicato bloccato due giorni fa nel lotto P di Scampia con addosso ben quindici dosi e alcune centinaia di euro.

Sorvolando sul fatto che, giudicato per direttissima, lo specialista dello spaccio è stato subito spedito ai domiciliari con una condanna ad appena un anno e quattro mesi, resta la preoccupazione di inquirenti e forze dell’ordine per lo scenario che si va profilando. A partire dalla metà degli anni Duemila e soprattutto nei periodi di maggior forza economica, gli Abbinante hanno infatti dimostrato di essere pronti a ingaggiare violentissimi scontri con i clan rivali. In questo senso la convivenza forzata con gli uomini della Vanella Grassi, ormai egemone nel resto del quartiere, potrebbe innescare più di qualche fibrillazione. L’attenzione degli investigatori, neanche a dirlo, resta dunque ben oltre i livelli di guardia.

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