venerdì, Maggio 20, 2022
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Sanremo 2020: dallo show di Fiorello al look di Achille Lauro, ma la scena è tutta per Rula Jebreal

di Angela Ariano

L’unico Matteo che funziona in Italia”, così apre la liturgia festivaliera il timoniere Fiorello, invitando la platea a intonare il nome Amadeus come fosse l’Alleluia e mettendo in scena con un abito sacerdotale (l’originale di Don Matteo) una parodia tra il sacro e il profano fino all’arrivo dell’amico, conduttore e primo uomo di questo Festival – venti venti.

Dal Festivalbar al Festival di Sanremo, i due amici, legati sin dai lontani anni ’90, raccontano aneddoti e ricordi mantenendo la promessa, fatta 35 anni fa, di condurre Sanremo insieme. Satira e ironia. Un Fiorello sempre più “animale da palcoscenico”. “A Sanremo si entra Papa e si esce Papeete”, parodiando in modo conveniente, e con altri richiami alla scena politica attuale, lascia il palco all’amico “Ama” che dà inizio alla kermesse. Il Sanremo di Amadeus lo sta facendo Fiorello? È quello che i social scrivono, o forse c’è la necessità del luogo comune solo per la fretta di un like o di andare in stampa; la verità è che forse Fiorello è stato visto troppo poco!

Inizia il primo duello di Sanremo giovani che, con il 50,6% delle preferenze della giuria demoscopica, viene vinto da Tecla che passa alla semifinale delle Nuove Proposte. La giovane vincitrice di Sanremo Young ha battuto gli Eugenio in Via di Gioia. Mentre con il 54% delle preferenze, Leo Gassmann passa alla semifinale. Con il brano Vai bene così, ha battuto Fadi. Tocca poi a Tiziano Ferro, compagno di viaggio di Amadeus per tutte e cinque le serate, scaldare l’Ariston alla sua prima uscita sul palco con “Nel blu dipinto di blu”, in smoking doppiopetto e papillon, omaggia il maestoso Domenico Modugno.

Ce l’ho fatta!“: allarga le braccia al cielo soddisfatta Diletta Leotta, la prima delle regine del festival di Sanremo 2020, dopo aver superato la prova incubo della scala con un sontuoso abito da gran gala giallo sole. “Sono quindici i gradini. Ma poi arrivi qui e si apre un mondo meraviglioso, la platea dell’Ariston”. E poi ci sono anche loro, i cantanti! Ebbene sì, è sembrato che passasse in secondo piano il vero senso di Sanremo: la gara canora.

Apre Irene Grandi, proseguono Marco Masini e Rita Pavone. Elegantissima nell’abito lungo color argento dalla profonda scollatura sulle spalle, Rula Jebreal entra in scena sul palco dell’Ariston: “Sanremo è un posto carico di energie bellissime, ma le scale più importanti sono quelle dell’aereo che mi ha portato in Italia quando avevo vent’anni“, dice visibilmente emozionata. “Stasera facciamo parlare la musica e tutti noi cerchiamo di fare un passo in avanti“, dice ad Amadeus, a cui chiede un consiglio: “cerchiamo di non fare gaffe magari” e il conduttore: “non posso prometterlo, ma mi impegno“. E poi è il turno della già ampiamente discussa esibizione di Achille Lauro, perfettamente intonata al titolo della canzone, Me ne frego, gioca e istiga mantenendo la promessa di osare e azzardare. Outfit trasgressivo che con mantello e nude look firmato Gucci sembra voler provocare come ai tempi di David Bowie ma cita in realtà San Francesco d’Assisi: piedi scalzi e capelli ossigenati! D’altronde, il Festival è anche moda, con i brand che fanno a gara per vestire i personaggi sul palco dell’Ariston.

Dall’eleganza di Rula Jebreal in Armani a quella di Diletta Leotta in Etro, prosegue la gara con Diodato, il ritorno di Albano e Romina che, non in gara, lanciano l’atteso inedito scritto venticinque anni fa quando, invece, vinsero con “Nostalgia canaglia”. Le Vibrazioni, Anastasio con la potente Rosso di rabbia, Bugo e Morgan, Alberto Urso e Riki inframmezzati dalla “Tu come stai” di Baglioni interpretata dal cast del film di Gabriele Muccino “Gli anni più belli”, con i quattro protagonisti, Santamaria, Kim Rossi Stuart, Favino, Micaela Ramazzotti e con la partecipazione, per la prima volta come attrice, di

Emma Marrone che poi ritornerà sul palco con un medley che farà emozionare e incantare l’intero pubblico. Spazio alla commozione: Tiziano Ferro torna con le note di Mia Martini, e Rula Jebreal con il toccante monologo sulle donne. Forse tutti credevano facesse un monologo sugli immigrati e invece parla di una piaga altrettanto importante, quella del femminicidio e lo fa in un modo straordinario, al di sopra delle polemiche cominciate dopo il discorso di Amadeus durante la prima conferenza stampa prima del Festival. Si lega a questa sua performance, la successiva esibizione di Antonio Maggio e Gessica Notaro, la giovane sfregiata con l’acido, salita sul palco assieme all’ex vincitore delle Nuove Proposte (2013) per gridare il proprio no alla violenza. Chiude Raphael Gualazzi e una classifica che, per ora, premia Le Vibrazioni. Ma è solo la prima serata.

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