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Quello che ha portato Raffaele Arcella, 29enne di Caivano, alla morte, è stato un vero e proprio calvario. Iniziato quando ha deciso di sottoporsi a un intervento di bypass gastrico presso la clinica Trusso di Ottaviano, in provincia di Napoli. Le sue condizioni di salute, però, si sono quasi immediatamente aggravate, portandogli febbre alta e problemi respiratori. I medici della struttura, così, hanno deciso di sottoporlo a una seconda operazione. Che, però, a nulla è servita, in quanto la situazione è precipitata, costringendolo al ricovero d’urgenza presso l’ospedale II Policlinico di Napoli, con ricovero in Rianimazione in condizioni disperate. Come riporta un articolo del ‘Mattino’, che ha raccontato la vicenda, la decisione, a quel punto, è stata di sottoporlo a un ulteriore intervento. Ma non c’è stato nulla da fare e Raffaele è morto sabato pomeriggio.

 

Il 29enne di Caivano lascia, così, la moglie di 26 anni, e un figlio di otto mesi. La famiglia, però, non ci sta, e accusa una serie di errori da parte dei medici. Tanto che la Procura di Nola ha deciso di aprire una inchiesta che possa far luce sulle reali cause del decesso, per comprendere se si tratti di un caso di malasanità o di una tragica fatalità. Nelle prossime, come primo passo, verrà effettuata l’autopsia.

 

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