Realta’ aumentata e modelli tridimensionali che ricostruiscono l’anatomia dell’organo malato creando un modello in stampa 3D che riproduce esattamente l’organo da operare a grandezza reale con tutte le sue strutture anatomiche come ad esempio i vasi sanguigni. Sono queste le nuove frontiere della tecnologia adottate all’Istituto Nazionale Tumori Pascale. In particolare, ha spiegato Sisto Perdona’, urologo del Pascale, la tecnologia sui modelli tridimensionali permette di acquisire le immagini TAC elaborate che, introdotte nel sistema robotico da Vinci, si sovrappongono alle immagini reali divenendo un navigatore che aiuta il chirurgo a scegliere con assoluta precisione il punto sul quale intervenire per sconfiggere il tumore preservando al massimo la qualita’ di vita.

Una innovazione che il Pascale potra’ applicare sempre piu’ spesso visto che ha acquisito anche un secondo robot Da Vinci impiegato per l’urologia, la chirurgia generale e l’otorinolaringoiatria. La prima installazione del robot risale al 2012, da quella data gli interventi eseguiti sono stati circa 1500 e piu’ di 250 nel 2018. Il grado di soddisfazione dei pazienti finora sottoposti a interventi chirurgici con tecnica robotica e’ risultato elevato al punto da costituire l’ 80% di tutte le procedure di chirurgia urologica maggiore eseguite quotidianamente.

 

Il Pascale, hanno illustrato i dirigenti dell’ospedale in una conferenza stampa nella sede della Regione Campania, ha attuato in questi anni profondi investimenti sia in campo della ricerca che della tecnologia creando un vero e proprio percorso di diagnostica e terapia personalizzata per i malati, trasferendo rapidamente le scoperte scientifiche e tecnologiche nella pratica clinica. Anche grazie all’innovazione, riferiscono dall’istituto, il Pascale e’ diventato un centro di riferimento per la chirurgia robotica oncologica in Italia per numero di interventi e per dotazione tecnologica, con un tasso di crescita annuale del 40%.