«Riconoscere Ischia come zona disagiata» per potenziare la presenta di personale e strutture mediche, è questa la causa che ha spinto alla manifestazione andata in scena questa mattina sull’isola verde.

Al corteo hanno partecipato
circa mille persone

Un lungo corteo, più di 1.000 persone, per gli organizzatori (tra cui molti studenti), tra le 500 e le 700 secondo le forze dell’ordine, è partito stamattina da Piazza Marina a Casamicciola e si è diretto fino all’ingresso dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno dove si è sciolto, dopo alcuni interventi degli organizzatori.

Tra le prime fila del corteo i rappresentanti dei sei Comuni dell’isola, sindaci o loro delegati, tra cui Ferrandino (Ischia) e Gaudioso (Barano) e Castagna (Casamicciola). La manifestazione è stata organizzata da un’associazione civica, il Cudas – Comitato unitario per la difesa e il diritto alla Salute – e tra i punti oggetto della protesta di piazza il «riconoscimento di Ischia zona disagiata».

Condizione questa che comporterebbe agevolazioni di svariata natura, il «potenziamento del personale dell’ospedale con bandi per il Rizzoli»; «salvare il punto nascita in ospedale»; «riportare a Ischia l’ambulatorio di Ortopedia» e, non ultimo, quello di «assicurare il funzionamento di Villa Mercede», una struttura per anziani nel territorio di Serrara Fontana. Infine la richiesta di «riaprire la struttura intermedia residenziale per disabili psichiatrici, e ricostruire i servizi di salute mentale oggi negati».